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Riscatto culturale

 

 

Chiapas 2 / Messico


 

 

SOMMARIO

 

 

"UOMINI E DONNE CHE HANNO ACCRESCIUTO LA MIA ANIMA" Eduardo Galeano

 

Quando ho scelto di partecipare al seminario sul riscatto indigeno, l’ho fatto guidata da un duplice interesse: la voglia di approfondire la conoscenza degli indigeni di una parte del mondo che ha sempre esercitato grande attrazione su di me (l’America centro meridionale) e la speranza di riuscire, attraverso questo canale, a familiarizzare un po’ di più con Internet.

Posso dire che un risultato è stato assolutamente dipendente dall’altro, perché la mia "fame" di cultura amerindiana è stata placata dal materiale che ho reperito in rete. Devo quindi ringraziare chi lavorando al mio fianco mi ha seguito passo passo, aiutandomi a superare problemi che quando avevo incontrato da sola mi avevano persuaso ad abbandonare l’esplorazione. La funzione del clan, in questo senso, è stata fondamentale per il mio passaggio da novizia a iniziata.

L’entusiasmo per qualcosa che stavo giusto imparando a fare, ovvero navigare in rete, ha fatto si che non mi scoraggiassi quando una vera e propria ondata di siti concernenti il Chiapas mi ha investito.

L’elevato numero di siti pertinenti, dipende anche dal fatto che esiste uno stretto legame tra il www e il Chipas, infatti proprio l’uso del computer ha permesso a questo popolo di far conoscere a livello mondiale la sua situazione, e ha fatto si che si aprisse una discussione sul senso e sul significato della loro lotta, del loro tentativo di riscatto.

 

 

Per le popolazioni del Chiapas, come purtroppo per molte altre, l’incontro tra i due mondi ha da sempre significato solo impoverimento e miseria, e la situazione è peggiorata sino all’insostenibile nel momento in cui "il treno del Grande Nord ha deciso di accelerare ulteriormente la sua corsa, anche se questo significava staccare i vagoni più vecchi e scassati e abbandonarli su un binario morto" (Pino Cacucci).

Il primo Gennaio 1994 infatti, entrava in vigore il NAFTA, trattato di libero scambio delle merci tra USA, Canada e Messico, che mentre creava il più grande mercato comune del mondo, condannava inesorabilmente a morte i più poveri, i contadini e gli Indios del sud, i quali non erano e non sono certamente in grado di produrre prodotti agricoli e merci ad un prezzo competitivo rispetto a quelli importati dal Nord America.

Così nel ‘94 oltre al NAFTA arrivò anche il brusco risveglio del popolo Ciapanenco. Gli indigeni si sono organizzati per combattere e negoziare: da quel momento nulla sarebbe più stato come prima, la strada era aperta.

 

L’Ejercito Zapatista de Liberacion Nacional, movimento insurrezionale a maggioranza indigena ( Tzotzil, Tzeltal, Tojolabal, Chol, Zoque, Mam), lancio il suo urlo: YA BASTA. Quello che chiedono non è carità o elemosina, è qualcosa che gli spetta, qualcosa che gli è dovuto: è rispetto per le loro comunità, forme di governo, cultura e tradizioni.

La rivolta indigena non intende vendicarsi dei torti di cinquecento anni di etnocidio, ma invece propone la riconciliazione di tutti i Messicani: pur se con le armi in mano, essi tentano di dare priorità alla parola.

In una delle sue interviste, Marcos (subcomandante dell’ EZLN) afferma che per gli indigeni, il detonatore della guerriglia è stato la mancanza di rispetto, "....non si tratta di voler che chi governa, anziché avere la pelle bianca, l’abbia scura, o che parli con difficoltà lo spagnolo. Può essere bruno o bianco, quel che conta è che sia onesto. Non si tratta di togliere tutti i meticci e i ladinos per sostituirli con indios puri...". Ciò che è imprescindibile per loro non è che il governo sia di sangue indigeno, ma che siano ascoltate e tenute in considerazione anche le loro necessità. Sono i discendenti di coloro che hanno costruito il Messico, e hanno resistito con grande sacrificio al tentativo occidentale di uniformarli.

Di fatto, molti di loro non parlano lo spagnolo, e così facendo conservano l’eredità dei Maya, tenendo accesa la memoria della lingua degli antenati, ma da sempre pagano per questo un prezzo altissimo. Non sono mai andati a scuola, non hanno mai conosciuto un medico, né avuto alcun tipo di assistenza sanitaria, sono abituati a partorire i loro figli nel fango, e a vederli morire di fame e miseria.

Quello che cercano è una dimensione nuova, una nazione più giusta nel senso che se una parte del paese gode del benessere, tutti dovrebbero goderne.

Hanno voglia di avere la luce elettrica e l’acqua corrente senza per questo dover rinunciare alla loro identità, ad essere Indios.

 

Il primo Gennaio ‘94 è stato l’inizio di una guerra per cercare pace, giustizia ed equità, ma è stato anche l’epilogo di una lunga serie di raggiri ed inganni.

Gli Indios hanno avuto la capacità di non arrendersi, di impugnare le armi (pur disprezzandole) e di combattere la loro battaglia per un salario giusto, un pezzo di buona terra, una casa dignitosa, una scuola vera, medicine, pane, rispetto e libertà.

Nel 1996 dopo venticinque mesi di negoziati, tra EZLN e governo federale, è stato firmato a San Andrès quello che si credeva e si sperava essere un accordo decisivo per i diritti e la cultura indigena.

Ma non fu così. Gli accordi di San Andrès durarono solo sette mesi, ed il loro inadempimento diede luogo a nuove tappe del conflitto. Con la sospensione del dialogo e la rottura dei negoziati, la situazione, peggiorò ulteriormente: nel territorio Chiapanenco gruppi paramilitari finanziati dal governo, inaugurarono quella che sarebbe diventata una lunga serie di azioni intimidatorie.

Iniziava così la "guerra di bassa intensità" che vide uno dei suoi momenti più tragici nel dicembre ‘97, con il massacro di quarantacinque uomini, donne e bambini : la strage di Acteal.

La situazione è tuttora critica, e non accenna a migliorare. Inoltre, la militarizzazione crescente non si limita al Chiapas, ma è parte di un trend nazionale che calpesta diritti umani e democrazia in tutto il Paese.

 

Se è vero che risolvere la situazione non è certo cosa semplice, è pure altrettanto vero che ciò per cui gli indigeni lottano, non è niente di astruso.

Primo fra tutti il rispetto: essi non pretendono di essere amati da tutti, di godere della simpatia del mondo intero, si tratta invece di essere rispettati nella loro dignità di essere umani. Quello che chiedono è considerazione, possibilità di esprimere le loro idee su ciò che li riguarda.

Per noi occidentali si tratta di un diritto sacro, inviolabile, ma siamo anche abituati all’idea che possa non essere più così appena ci allontaniamo un po’ da casa nostra.

E’ per la nostra indifferenza che gli indios sono stati costretti a imbracciare le armi. E’ stato necessario che ci fosse un primo Gennaio ’94 perché gli prestassimo attenzione. Questa è la nostra vergogna.

Da sempre, ogni anno tra le popolazioni indigene del Chiapas, muoiono circa quindicimila persone per infezioni intestinali, dissenteria, stenti e mancanza di cure mediche. Ma questi morti non facevano notizia, non interessavano USA, Europa e Giappone, che proseguivano la loro corsa al neoliberalismo selvaggio, né il Messico che conta.

Molti hanno condannato gli zapatisti che hanno scelto le armi per reclamare attenzione. Personalmente non credo che abbiano avuto possibilità di scegliere e pur avendo un’avversione totale per ogni forma di violenza, non mi sento in tutta onestà di condannarli.

Il problema non è solo l’assenza di guerra, ma soprattutto la creazione di una pace che permetta loro di vivere dignitosamente.

Non si può rimproverargli di avere alzato la testa da terra, di essersi guardati intorno e aver avuto il coraggio di urlare basta, di ribellarsi a questa folle corsa verso il baratro.

Nessuno potrà mai convincerli che altri hanno il potere di condannarli a morte, stipulando trattati che li priveranno di ogni fonte di sostentamento in virtù di disumane leggi di mercato.

Si può obiettare che non saranno poche migliaia di indios a piegare le potenze mondiali; ci saranno sempre moltissimi pretesti per non lottare, ma mai senza lotta si potrà avere la libertà.

Gli indios hanno semplicemente girato la guerra che li uccideva contro i grandi, i potenti, coloro che si preoccupano solo dell’economia della ricchezza, e non di quella del benessere per tutti.

Non cercano il potere ma piuttosto la libertà dal potere delle multinazionali e dei grandi interessi. Si tratta quindi di qualcosa di ben più complesso: la costruzione di uno stato giusto, libero e democratico dove sia riconosciuta la loro autonomia politica e culturale.

Lottano per ciò che gli appartiene: il loro posto nel mondo e nella storia.

 

SITI

Ho ritenuto utile mantenere l’impostazione data nel Web del 1998 limitandomi a correggere gli indirizzi errati, a segnalare quei siti che risultano introvabili e ad aggiungerne alcuni che mi sembravano fondamentali per comprendere meglio la situazione.

 

1 SITI GESTITI DIRETTAMENTE DALLE POPOLAZINI INDIGENE DEL CHIAPAS

 

YA BASTA!

 www.ezln.org

Maya

Chiapas/Messico

COMUNICAZIONE POLITICA: comunicati dell’Ezln dal1994 ad oggi, notizie aggiornate, documenti, condizioni dell’Ezln per riprendere il dialogo dopo gli accordi di S.Andres sui diritti e sulla cultura degli indigeni.

Denunce di violazioni di diritti, rivendicazione della propria identità.

INFORMAZIONE CULTURALE: background sul Chiapas con lo scritto profetico di Marcos del 1992 "Il Sud-Est in due venti", e con "Understanding Chiapas di Peter Rosset presidente dell’associazione Food First.

LINKS: siti di appoggio e solidarietà, rivolte collegate (Tepoztlan rebelde),

o.n.g., iniziative contro il governo messicano come il netstrike di inizio 1998 che ha visto andare in tilt per qualche ora i terminali della borsa di Città del Messico.


FRENTE ZAPATISTA DE LIBERACION NACIONAL (F.Z.L.N.)

 http://www.spin.com.mx/~floresu/FZLN

 Maya

Chiapas/Messico

COMUNICAZIONE POLITICA: comunicati dell’Ezln e del Fzln, documenti dalla commissione civile del Fzln. Identità del Frente composto da uomini e donne oneste del Messico che vogliono ricostruire il paese partendo dal basso per rivendicare diritti, terra, libertà, salvaguardia dell’ambiente, casa, lavoro...... Notizie tratte dai principali quotidiani (La Journada, El Univeral, Proceso...)

LINKS: attività correlate come il Forum per la riforma dello Stato convocato dall’Ezln in S. Cristobal de Las Casas; l’Incontro Intercontinentale per l’umanità e contro il neoliberismo.



2. SITI DI CARATTERE INFORMATIVO,SULLA STORIA E SULLA CULTURA MAYA

 

HACH WINIK. A WEB SITE FOR LACANDON COMMUNITY

 www.geocities.com/rainforest/3134

Maya

Selva Lacandona/Chiapas/Messico

INFORMAZIONE CULTURALE: affermazione dell’identità Maya degli indigeni della selva.

Si affrontano argomenti inerenti la salvaguardia dell’ambiente naturale come gli effetti della deforestazione, e l’uso sostenibile della foresta.

Interessanti anche le notizie su luoghi sacri ed oggetti rituali e sul turismo alternativo.

L’home page propone anche rivendicazioni di diritti umani, identità religiosa, un progetto per una Casa della Cultura e per la cura della salute della comunità.

LINKS: altri siti sul mondo Maya, SIPAZ(international service for peace) e con il Cultural Centre for Lacandon Communities.


MAYA CULTURE

 www.olcommerce.com/terra/cultures/mayan NON TROVATO

Maya

INFORMAZIONE CULTURALE: storia e passato della civiltà Maya. Aspetti della vita quotidiana, identità religiosa(*) proprie forme di governo(*).
(* parte del sito ancora in costruzione)


RABBIT IN THE MOON

 www.halfmoon.org

Maya

INFORMAZIONE CULTURALE: il mondo dei Maya, la loro cultura, storia, architettura, giochi. Pagine molto interessanti sulla scrittura geroglifica dei Maya e sui cicli del loro calendario.


EL MUNDO DE LA CULTURA MAYA

 www.yucatan.com.mx/mayas/mapamay.htm NON TROVATO

Maya

INFORMAZIONE CULTURALE.: retrospettiva storica sulla conquista coloniale, sugli antichi Maya e sulle loro conoscenze.

Il mondo Maya oggi: cucina, turismo, ambiente.


THE MAYA ASTRONOMY PAGE

 www.astro.uva.nl/michielb/maya/astro.html

Maya

INFORMAZIONE CULTURALE: collocazione geografica del popolo Maya, scrittura, matematica, astronomia e calendario

LINKS: con tutte le altre web pages relative ai Maya.


MAYA ABYA YALA NET

 www.nativeweb.org/abyayala/cultures/maya

Maya

INFORMAZIONE CULTURALE: Maya in Messico, Centro e Sud America, con particolare attenzione per il Guatemala, attenzione verso i negoziati di pace, intervista con Rigoberta Menchu sull’identità e i diritti umani dei popoli indigeni.


COMISION COORDINADORA EJECUTIVA DEFENSORIA MAYA

 www.puebloindio.org/Defensoria_Maya

INFORMAZIONE CULTURALE: principi del diritto Maya, questione della terra e dell’educazione del popolo Maya

LINKS: siti sui diritti e sulla cultura indigena(musica, danza e letteratura)



INDIGENOUS PEOPLES OF CHIAPAS

http://www.indians.org/welker/mex_main.htm

 INFORMAZIONE CULTURALE: letteratura e poesie messicane

 

MEXICO CONNECT

http://www.mexconnect.com

 INFORMAZIONE CULTURALE: arte, cultura, tradizioni e storia del Messico.

 


3. SITI DI CARATTERE INFORMATIVO, POLITICO RIVENDICATIVO, SOLIDALE E DI APPOGGIO AGLI ZAPATISTI

 

ZAPATISTAS IN CYBERSPACE

 www.eco.utexas.edu/Homepages/faculty/Cleaver/zapsincyber.html

INFORMAZIONE CULTURALE: è una guida pratica per muoversi più facilmente nella galassia di informazioni e siti riguardanti gli Zapatisti del Chiapas. Si propone come punto di partenza per sviluppi futuri.

Vi si trovano analisi, internet list, conferenze e newsgroup.


YA BASTA! INITIATIVES AGAINST NEOLIBERALISM AND FOR HUMANITY

 www.planet.com.mx/~chiapas

COMUNOCAZIONE POLITICA: resoconto dell’incontro internazionale contro il neoliberismo.

LINKS: siti solidali con il Chiapas, quotidiano messicano "La jornada"


ZAPATISTA NET OF AUTONOMY AND LIBERATION

 www.actlab.utexas.edu/~zapatistas/index.html

INFORMAZIONE E COMUNICAZIONE POLITICA: si segue l’evolversi della rivolta chiapaneca e della contro-insurrezione federale, propone comunità di discussione.


UNDERSTANDING CHIAPAS REVOLT IN MEXICO

 www.virtualschool.edu/mon/News/ChiapasRevoltMexico.html

INFORMAZIONE CULTURALE: analisi sulla ribellione dell’Ezln in Chiapas di Peter Rossett e Shea Cunningham di "Institute for Food e Development Policy". Si cerca di spiegare il conflitto guardando alle sue radici 500 anni dopo la conquista, con maggior attenzione agli ultimi 40 anni


SCHOOLS FOR CHIAPAS

www.mexicopeace.org

 INFORMAZIONE CULTURALE: progetto educativo per creare un’autonoma Zapatista Indigena Junior High School nel Chiapas e promuovere così la giustizia sociale nel Paese. Attenzione verso i siti con tematiche pacifiste e verso quelli dedicati ai Maya


ACCION ZAPATISTA

www.utexas.edu/students/nave/index.htm

INFORMAZIONE CULTURALE: protesta contro la violenza paramilitare, archivio e notizie aggiornate al 1999.


CHIAPAS ALERT NETWORK

www.stewards.net/chiapas/10.htm NON TROVATO

INFORMAZIONE CULTURALE: attenzione rivolta verso la guerra di bassa intensità del governo messicano contro gli Zapatisti, notizie aggiornate


COORDINAMENTO ZAPATISTA PER L’ITALIA

www.ecn.org/ezln-it

 INFORMAZIONE CULTURALE: collegamento tra tutte le realtà italiane di sostegno alla causa zapatista. Mailing list del coordinamento italiano dei comitati di solidarietà con il Chiapas e pubblicazione web di tutti i messaggi spediti in rete

 

COMITATO CHIAPAS TORINO

www.ipsnet.it/chiapas

 COMUNICAZIONE POLITICA: notizie aggiornate suddivise cronologicamente e tutte tradotte in italiano.

Sito chiaro e ben organizzato, che rende un servizio molto valido a chi vuol conoscere meglio la realtà messicana senza scontrarsi con le barriere imposte da una lingua straniera.

Moltissime le notizie tradotte dal quotidiano messicano "La Jornada".

 

ZAPWOMAN

 www.actlab.utexas.edu/~genere/zapwoman

 COMUNICAZIONE POLITICA: sito creato in onore delle donne che hanno offerto la loro vita al movimento zapatista. Tre volte oppresse: povere, indios e donne.

 

TACTICAL MEDIA CREW

 www.tmcrew.org/chiapas/chiapas4/indice2000.htm

 COMUNICAZIONE POLITICA: sito molto interessante, contiene ultime notizie, comunicati, documenti, articoli dal Chiapas ed interessanti iniziative contro la globalizzazione ed il neoliberalismo.

 

ANTONELLA NOTARIANNI membro del Clan delle AQUILE

Corso di Antropologia culturale 1999 – 2000

 

Eidetica: Riscatto culturale: Chiapas, a cura di Antonella Notarianni e di Giuliano Tescari, Dipartimento di Antropologia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino
 

 

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