Quasi nessuna cultura attribuisce altrettanta importanza al momento di una nuova nascita;
tra i Kaiowa è particolarmente festeggiata perché rappresenta il momento in cui un
membro della comunità passato ad altra vita fa ritorno sulla terra. La reincarnazione
rende possibile il ricongiungimento con parenti scomparsi anche da molti anni.
I Guarani vissero a lungo (e in parte vivono tuttora) della vendita di artigianato, ma il
confinamento nelle riserve rende sempre più difficile reperire le materie prime offerte
dagli Dei della foresta che un tempo erano a loro completa disposizione.
Questi Indios cercano il Paradiso sulla Terra, un luogo reale, non ancora
rivelato, dove regni incontrastata la pace e sia totalmente assente la violenza,
privilegiato dagli Dei Nande Ru, il padre della Terra, e Ugupegua, il padre dei cieli. I
Guarani-Kaiowa sono soliti danzare per i loro Dei al suono delle rituali pipe sante in
bambù che sono battute sul terreno delle case di preghiera (le case degli uomini), per
raggiungere la trance necessaria a stabilire un contatto con i loro progenitori Nande Ru e
Ugupegua.
Fortemente acculturati, i Guarani patiscono pene fisiche e spirituali a causa degli
insediamenti dei coloni, a differenza dei "cugini" Kaiapo, più ambiziosi, che
non temono le esplorazioni delle proprie terre, così ricche di risorse da indurli a
concedere il saccheggio di vaste aree di foresta in cambio di "dinheiro".
Oltre ad una colorazione parziale del proprio corpo, i Guarani-Kaiowa preferiscono la
musica per esprimere la propria religiosità ed accompagnare i rituali relativi al cammino
catartico necessario per la purificazione dell'anima o della terra atavica, affinché
anche quest'ultima possa essere resa più produttiva.
Come per la maggior parte degli Indios, anche nel Mato Grosso Do Sul i rappresentanti
spirituali dedicano particolare attenzione alle diverse fasi dellagricoltura.
Durante l'"arapyau", il primo giorno dell'anno nel calendario Guarani, gli
abitanti delle capanne contigue si fanno visita reciprocamente, cantando, danzando ed
invocando la benevolenza degli dei, necessaria per ottenere un raccolto di miglio sano ed
abbondante.
La dieta dei Guarani-Kaiowa è basata sui prodotti dell'agricoltura di sussistenza che è
praticata dai nuclei familiari; il clima spesso non permette una facile conservazione dei
cibi, specialmente delle carni che sono più deperibili in seguito agli attacchi degli
agenti batteriologici conseguenti all'abbattimento ed alla macellazione del bestiame. In
passato la loro dedizione alla caccia e alla pesca era sicuramente maggiore, ma il Mato
Grosso (alla lettera "Foresta Fitta") non è più il luogo fertile e rigoglioso
di un tempo. Oggi la regione ospita in totale due milioni di persone e ventidue milioni di
capi di bestiame, appartenenti alla ristretta cerchia di latifondisti e mandriani bianchi.

Bambino Kaiowa.
La connotazione
dellopposizione culturale.
Tra gli Indios vige una pluralità di culture che ha alimentato scontri
bellici tra clan nel passato, come oggi. Secondo il credo religioso dei Guarani Kaiowa gli
dei dovrebbero rivelare la posizione di una "terra promessa" analoga a quella
dei cristiani, dover poter finalmente lenire le proprie sofferenze grazie alla totale
assenza di violenza.
Alla fine degli anni 1970, in reazione alla proposta di emancipazione forzata degli
Indios, elaborata dal governo militare, sorsero in diverse città del Brasile gruppi di
sostegno ed organizzazioni di supporto agli Indigeni.
Inizialmente fondati da professionisti "liberal" di varia origine, i movimenti e
le organizzazioni cominciarono a dedicarsi alla realizzazione di campagne di solidarietà
e di denuncia delle minacce alla sopravvivenza degli indigeni. In seguito cercarono di
organizzare progetti di intervento locale dedicati ai diversi popoli indigeni, mirati alla
salvaguardia della loro salute, all'educazione, allo sviluppo economico e alla protezione
legale delle terre possedute. Dal 1980, i gruppi di supporto si professionalizzarono del
tutto e provvidero allelaborazione di progetti di assistenza e di intervento e alla
raccolta di finanziamenti per la loro realizzazione.
Durante questo periodo di specializzazione, dalle azioni di denuncia si passò quindi ai
progetti alternativi di intervento; costituendosi spesso come interlocutori con la
società civile e politica brasiliana, questi si interessarono di questioni relative al
futuro delle esigue comunità indigene sopravvissute ai secoli di colonialismo portoghese.
Il
grado di collegamento ad altri gruppi
I Guarani residenti in Brasile sono circa 30.000 (il 10% del totale),
parlano lingua Guarani e vivono nelle riserve a ridosso del Rio Grande do Sul, i
Guarani-tavyterã occupano invece aree del Paraguay; nel passato si dividevano in tre
gruppi: Nandewa, M'bua e Kaiowa; quest'ultimo clan rappresenta oggi il 9% della
popolazione indigena brasiliana con i suoi 25.000 esponenti.
I Kaiapo parlano una lingua che prende il proprio nome dal clan, sono circa
4.000 e risiedono nelle regioni del Parà e del Mato Grosso, si dividono in 17 tribù, con
nomi come "Xicrin" o "Metuktire".

Riserva di Dourados.
Le più grandi differenze tra loro sono dovute al
tempo passato a contatto con gli immigrati europei. I Guarani, conosciuti già dal 1500,
hanno sofferto molto più dei Kaiapo, in quanto i secondi non sono entrati in contatto con
le popolazioni bianche se non nel secolo scorso .
A partire dal 1845, nella provincia brasiliana del Mato Grosso Do Sul, venne
intrapresa una politica di allocazione dei terreni alle popolazioni indigene,
contraddistinta da un carattere sempre più limitativo nei confronti della loro libertà e
del loro diritto alla proprietà. Vennero progressivamente confinati in riserve dopo
essere stati allontanati dai loro Tekohas.
Nel 1910 venne creato il SPI (Serviço de Proteçao ao Indios), con il compito di iniziare
una politica di salvaguardia delle diverse etnie aborigene ad un livello federale. Dal
1915 lSPI intraprese, nellattuale Mato Grosso do Sul, una campagna di
demarcazione ufficiale delle aree destinate agli Indios della regione, comprendente una
popolazione allora stimata approssimativamente intorno ai diciotto mila individui.

Riserva di Panambizinho
In concomitanza alla promulgazione della nuova Costituzione Federale
nel 1988, sorsero in tutto il Brasile associazioni ed organizzazioni di Indigeni. Furono
le nuove forme di rappresentanza politica che resero possibile l'affermarsi di nuovi
leader e nuove forme di alleanza. Realizzando assemblee, votando le direttive, registrando
gli statuti ed accendendo conti bancari propri, vari gruppi indigeni si appropriarono di
queste forme di rappresentanza, tipiche della nostra società, cercando nuove forme di
inserimento nello scenario politico nazionale. Queste corporazioni resero possibile la
delegazione politica di questioni di interesse comune a più popoli aborigeni, creando un
dialogo istituzionale tanto col settore pubblico che con quello privato, con le società
nazionali come con quelle internazionali, per poter finalmente aprire una trattativa sulla
demarcazione dei territori e sullo sfruttamento delle sue risorse, l'allocazione dei beni
sui mercati ed il commercio più in generale.
L'integrazione tra i nativi è solitamente organizzata per etnie o per gruppi clanici, a
livello di comunità, ma non mancano esempi di organizzazioni con potere di rappresentanza
politica a livello interlocale e regionale: l'UNI (Uniào das Naçoes Indigenas) do Acre,
il Conselho indigena de Roraima (CIR), di maggiore estensione come COAIB (Organizzazione
Indigena dellAmazzonia Brasiliana) e persino di rappresentanza nazionale (UNI), che
però non fu mai istituzionalizzato.
Le organizzazioni e le associazioni di indigeni perseguono la denuncia tramite la
diffusione delle informazioni relative alle difficoltà nellistituire forme stabili
e permanenti di rappresentanza degli interessi, ma aspetti sociali e culturali
profondamente diversi, in Brasile, come altrove, impediscono alle minoranze demografiche,
linguistiche o territoriali di ottenere il riconoscimento delle proprie prerogative.
La rappresentanza politica degli interessi degli Indios è resa maggiormente difficile
dalla percentuale della popolazione indigena che queste minoranze etniche, linguistiche e
culturali riescono ad organizzare e mobilitare verso i movimenti politici istituzionali.
Un altro scenario è stato possibile in Bolivia , dove il 57% circa della popolazione è
indigeno, in Perù, con il 40% di nativi indigeni o in Equador col 30%. In questi paesi la
politica propriamente indigena, autonoma e permanente, è una realtà fondamentalmente
locale, di ciascuna tribù, comunità o famiglia, con la designazione di capi ritualmente
eletti e forme di potere decentrate, senza il riconoscimento di un centro unico di
rappresentanza.
Secondo le rilevazioni empiriche dei funzionari del FUNAI, 56 dei gruppi indigeni
brasiliani che vivono isolati nelle riserve non avranno più la possibilità di
incontrarsi tra loro. Il continuo e progressivo isolamento e lo stretto contatto con le
società occidentali sviluppatesi sul 90% del territorio statale minano alla base il
processo di mantenimento della propria identità culturale.
Lultima crisi finanziaria del Brasile ha avuto un fortissimo impatto sulle comunità
Guarani-Kaiowa: per colpa dei tagli alle finanze pubbliche imposti dal FMI, il governo ha
sospeso la distribuzione di pasti gratuiti organizzata dal governo per gli Indios
emarginati e più poveri in assoluto.
Informazioni
pratiche ed iniziative
Molte delle popolazioni indigene del Brasile sono a rischio di
stereotipizzazione, con conseguente perdita della propria cultura. I Guarani non sono più
soliti aggirarsi seminudi, non sono quasi più abitanti delle foreste e ormai da lungo
tempo hanno stretti contatti con la società brasiliana; questi ed altri elementi possono
pregiudicare ulteriormente la salvaguardia della propria identità culturale. Così i più
speranzosi hanno deciso di mobilitarsi contro quella che sembrava linevitabile
perdita del Tekoha (terra caratteristica della comunità): nelle riserve di Uigatu il
persuasivo predicatore Delossanto Centuion ha costruito un casa per la preghiera più
grande della precedente; Valdomiro, figlio di Rosalino dei Guarani- Inhandeva è
insegnante presso la scuola della propria riserva, impegnato nella redazione di un
curriculum indiano, ha preparato un testo in lingua Guarani; Dilson Riquelme, il
"capitao" della comunità di Sassoso, spera di poter avviare ben presto la
costruzione di un orto per la scuola della comunità.
A comunità come quella di Jarara è stato promesso, con i progetti di demarcazione dei
territori ad opera del governo nel 1993, di poter tornare ad occupare il suolo di
appartenenza originaria, ma spesso queste ingiunzioni rimangono lettera morta a causa dei
molteplici ricorsi presentati dai fattori, delle lungaggini burocratiche ed ultima, ma non
in ordine di importanza, per la corruzione della classe politica e dirigente brasiliana.
Dopo nove anni di trattative ed attese passati nelle periferie degradate delle città
anche 70 Kaiowa di Jarara si sono riappropriati delle loro terre tradizionali. In una
lettera aperta indirizzata al governatore, sedici leader indiani minacciano il suicidio
collettivo in caso di nuove evizioni condotte dalle autorità federali, dai gruppi
militari o dalle milizie private che si sono asserragliate tuttintorno. Nei pochi
Tekoha recuperati dagli indios non ci sono notizie di casi di suicidio.

Famiglia Kaiowa
Diritto indigeno
Tra il 1987 e il 1988, si formò una coalizione tra il movimento
indigeno e il movimento di appoggio agli indigeni, per condurre iniziative indirizzate
verso il riconoscimento dei diritti degli indigeni nella nuova costituzione del paese. Nel
1988, durante i lavori dell'Assemblea Nazionale Costituente, gli Indios e i loro alleati
si schierarono permanentemente nel Congresso Nazionale, presentando rivendicazioni,
discutendo proposte, operando pressioni sui parlamentari e mobilitando l'opinione pubblica
in favore dei diritti degli indigeni.
Il risultato di questo processo di pressione e mobilitazione fu l'approvazione dei diritti
consacrati nelle costituzioni anteriori ed un ampliamento della definizione di altre
importanti garanzie nel testo costituzionale promulgato l' 8.10.1988.
I diritti costituzionali degli Indios sono sanciti in otto disposizioni isolate, in un
capitolo dal titolo "L'ordine sociale" e nell'articolo "Ato das
Disposiçoes Constitucionais Transitorios". Questi furono rimarcati grazie a due
innovazioni concettuali importanti: la prima è l'abbandono di una prospettiva
assimilazionista che concepisca gli Indiani come una categoria sociale transitoria,
destinata all'estinzione; la seconda è che i diritti degli Indios sulla propria terra
sono definiti come diritti originari, anteriori persino alla legge. Ciò è reso possibile
dal riconoscimento del fatto storico che gli Indiani furono i primi abitanti del Brasile,
la nuova costituzione stabilisce, così, un duplice ordine di trattamento dello Stato nei
confronti della società brasiliana, da un lato, e dei popoli indigeni, dall'altro.
Obiettivi dichiarati
Il governo ha decretato la restituzione di 1240 ettari di terreno ai
Kaiowa dal 1995: lallora ministro della giustizia aveva firmato lo storico decreto
davanti alle telecamere, appoggiando la carta sulla schiena di un Kaiowa.
Nel 1996 le comunità Guarani-Kaiowa di Jaguapirè e di Jarar rioccupavano con successo i
propri Tekoha, mentre, benché la demarcazione ufficiale delle riserve di Sucuriy sia
avvenuta il 17.05.1996 (Decreto ministeriale n. 300), molte di queste aree erano già
state occupate da fattori , che oltre ad essere pronti alla difesa delle terre che
occupavano da sessanta anni, ne rivendicano la legittima proprietà, rimettendo la
questione a tribunali locali, spesso facilmente influenzabili.
La protesta ha preso forma anche lungo i confini delle autostrade, dove altre tribù si
sono schierate con quelle che avevano già deciso di dare un ultimatum alla burocrazia
degli stati moderni, affinché potesse essere considerata efficace. Scaduto il termine
fissato, si preannunciano nuovi scontri che probabilmente non avranno più luogo in aule
di tribunale, perché gli organi di polizia locale hanno espressamente richiesto il
certificato di possesso dei terreni e sono irremovibili, oltre che già responsabili di
molti casi di violenza sulle popolazioni locali.
Il 19.04.1998 le comunità di Potrero Guaçu hanno inviato una dichiarazione
allAgenzia Governativa per gli Indiani (FUNAI), di cui riportiamo il testo tradotto
in italiano dallinglese:
"Noi vogliamo che il Presidente del FUNAI ed il Procuratore
Generale diano ascolto alle nostre richieste e prendano le misure necessarie per il
ripristino della nostra Terra e la sua restituzione ai legittimi proprietari. Perché
sinora non ci avete ascoltati e non abbiamo visto nessuna azione delle autorità dopo la
demarcazione della nostra Tekoha tradizionale, Potrero Guaçu. Abbiamo già aspettato
molti anni e molti mesi ed in questo tempo ci sono già stati molti scontri con gli Indios
Piraju (che dividono la riserva con i Guarani-Kaiowa) e cose molto più serie potranno
accadere se le autorità ritardassero ulteriormente ad entrare in azione.
Per questa ragione abbiamo deciso di rioccupare la nostra Tekoha oggi stesso.
Stiamo esercitando il nostro diritto di riavere la terra che ci appartiene e non la
lasceremo assolutamente mai!
Quelli che devono abbandonare i Tekoha sono i coloni e le loro famiglie!"
Il 12.06.1999 "Gli Indios Guarani-Kaiowa dichiarano guerra ai
bianchi".
Circa quattrocento indiani armati di arco e frecce si sono detti pronti a difendere le
proprie terre con ogni mezzo a loro disposizione per fronteggiare i circa 3.000 coloni
armati dai "fazendeiros".
Il forte disagio espresso nella riserva di Panambizinho, nel Mato Grosso Do Sul, è
avvertito dalla totalità degli aborigeni, stremati da cinquecento anni di barbarie
perpetrate nei loro confronti. Limpotenza nei confronti del governo centrale ha
generato nei Kaiowa un a determinazione tale nel sostenere la causa della terra, tanto da
far loro considerare la vita stessa come priva di valore senza il raggiungimento di tale
obiettivo.
Specialmente tra le frange più giovani, o più povere, linsostenibilità di questo
modello di vita imposto dai non-Indios è sfociata in suicidi, singoli e di gruppo. Negli
ultimi quindici anni, oltre trecento Kaiowa, residenti nei pressi del comune di Panambi,
si sono tolti la vita nella riserva indigena più sacrificata del Brasile.
Le dichiarazioni governative inerenti alle istanze di riforma sono state giudicate poco
attendibili dai capi tribù di 60.000 Indios del Mato Grosso do Sul, ultimi rappresentanti
dei Guarani, che si sono riuniti nella riserva di Panambizinho il 4 ottobre 1999. Durante
questo evento, unico nella storia, si trovarono tutti daccordo nellattuare
unautodemarcazione dei territori delle riserve.
Le perdite umane conseguenti ad una guerra contro i coloni bianchi sono per i 5.000
Indios, che si mobiliterebbero nel solo Mato Grosso Do Sul, moralmente più accettabili
dello strazio che si prova al ritrovare i propri figli giovani impiccati ai rami bassi
degli alberi. Con questa tecnica i giovani Kaiowa dimostrano di essere stati coscienti del
proprio gesto fino in fondo, dal momento che il corpo non rimarrebbe a mezzaria
senza lo sforzo volontario per tenere le gambe sospese.
Altrettanto macabri sono stati i ritrovamenti di gruppi di adolescenti che riunitisi hanno
voluto manifestare platealmente il disagio diffuso nella comunità, attuando suicidi
collettivi, mediante lautosomministrazione di pesticidi, trasformando lo sgomento
dovuto alle condizioni sociali in nefandezza. Non più casi singoli che potevano essere
classificati come erronea ingestione di sostanze tossiche, ma veri e propri rituali di
abbandono di questa vita terrena per intraprendere il viaggio metafisico che li riporterà
su questa terra sotto altre sembianze ed auspicabilmente con delle migliori prospettive di
vita.
Il 20.01.2000, verso la mezzanotte, un gruppo di "fazendeiros" ha invaso la
terra indigena di Potrero Guaçu (comune di Paratias-Mato Grosso Do Sul), costringendo gli
aborigeni Kaiowa presenti in quella regione ad abbandonare nuovamente i loro Tekoha. Il
commando si è fatto strada nel territorio tradizionale indiano, sparando in tutte le
direzioni ed appiccando il fuoco alle capanne. Larea interessata è costituita da
4.985 ettari, identificati dal FUNAI nel 1997 e riconquistati dai Kaiowa a metà del 1998.
In attesa di una delimitazione definitiva da parte del ministro della giustizia, settanta
famiglie Kaiowa, con duecento bambini, abitano la regione e la tensione in tutto il Mato
Grosso Del Sud è alta.
Sitografia
http://forests.org/
Organizzazione istituita per la salvaguardia e la conservazione delle
foreste pluviali e della biodiversità, nellaccezione più ampia del termine, nella
regione brasiliana dellAmazzonia e non solo. Fornisce notizie aggiornate sulla
deforestazione selvaggia cui si è assistito negli ultimi decenni per contribuire a porvi
un termine, in modo da preservare i sistemi climatici tradizionali ed affacciarsi alla
nuova era dedicata al recupero dei sistemi ecologici grazie a numerosi collegamenti con
altri siti di informazione e di attivisti ecologici.
http://www.cosmo.com.br/galeria/tekoha/index.shtm
Progetto di antropologia visuale di Gabriella Zauith. Studio
universitario, si propone come galleria espositiva della cruda realtà in cui versano i
Kaiowà residenti nella riserva situata nellarea di Dourados. E una
documentazione fotografica sulla comunità indigena che testimonia il proprio modus
vivendi attuale, che pur discostandosi dalla vita tradizionale ci rimanda indietro nei
secoli, permettendoci di riscoprire alcuni particolari di come vivevano.
http://saiic.nativeweb.org
Il centro per i diritti degli indigeni del Sud e Centro America si
prefigge lo scopo di assicurare che lautodeterminazione delle popolazioni indigene
dellAmerica Latina e le iniziative per il loro rispetto vengano conosciuti anche
dallopinione pubblica americana e più in generale da quella internazionale. Questa
organizzazione (SAIIC) permette agli Indiani di tutta lAmerica di organizzarsi
affinché le loro rivendicazioni possano ottenere il giusto riconoscimento. E
possibile trovare in questo sito documenti redatti dagli stessi Indios, da O.N.G. o da
agenzie specializzate dellONU, come UNHCHR (UN High Commissioner for Human Rights).
http://www.scenet.de/amp/modules/k.htm
E possibile rinvenire in questo sito molte melodie appartenenti a
svariate popolazioni indigene sud americane, tra cui compaiono 17 brani Kaiowa. Preservare
queste tradizioni rituali musicali è un contributo alla salvaguardia
dellespressività artistica di questi popoli. In particolar modo i Guarani-Kaiowa
prediligono lespressione musicale a molte altre forme artistiche. Unulteriore
testimonianza di questa attitudine particolare è stata resa nel municipio di Dourados
MS- il 9 febbraio u.s., data in cui è stato lanciato un CD musicale "Il canto
Kaiowa" prodotto proprio nella riserva locale. I temi ricorrenti sono quelli che
contraddistinguono le varie fasi agricole, dalla semina al raccolto, con lobbiettivo
di ottenere un abbondante raccolto.
http://www.socioambiental.org/website/povind/ondestao/jurlistw.html
Il sito presenta la situazione giuridica, riconosciuta dallo stato
brasiliano, delle diverse aree denominate come Terre Indigene dalla CRI e dallo SPU
(Serviço de Patrimônio da União).
E possibile ritrovare tutte le riserve del Brasile grazie ad un ottimo sistema
cartografico interattivo. Sono inoltre disponibili notizie inerenti le lingue tradizionali
ancora vive allinterno delle comunità indigene. Lorganizzazione
Socioambiental offre la possibilità di ottenere informazioni dettagliate ed aggiornate
riguardo alle iniziative di supporto alle cause indigene e per il rispetto dei loro
diritti fondamentali.
http://www.mstbrazil.org
I movimenti di contadini non sono una realtà del tutto nuova nella
storia del Brasile. Dopo la caduta del regime militare in Brasile, la crescente
concentrazione delle terre, lespulsione dei poveri dalle aree rurali e la
modernizzazione dellagricoltura non sembrarono considerare degnamente il diritto di
proprietà della terra riconosciuto dalla Costituzione agli Indios. A partire dai primi
anni 1980 i contadini e gli Indios cominciarono ad adottare una nuova forma di pressione:
loccupazione organizzata da parte di decine o centinaia di famiglie di lotti di
terra in disuso, appartenenti ai latifondisti dagli anni 1940. Il movimento trae le sue
origini dal primo accampamento organizzato nella Encruzilhada Natalino, in Ronda Alta-RS e
dal Movimento degli Agricoltori Senza Terra dellOvest del Paranà.
Il movimento dei "SEM TERRA" compie monitoraggi costanti sul rispetto dei
diritti umani nelle regioni brasiliane interessate dal fenomeno della riconquista della
terra. Alcuni tra gli attivisti hanno attuato azioni di sensibilizzazione nei confronti
delle istituzioni governative come lo sciopero della fame, altri hanno appoggiato le
richieste per lapertura dinchieste in seguito ai molteplici omicidi di Indios
durante gli scontri con le autorità e mille di loro hanno persino perso la vita, negli
ultimi dieci anni, per il loro elevato grado di coinvolgimento nella questione della terra
indiana.
LOrganizzazione promuove moltissime campagne in difesa dei "senza terra",
suggerendo svariati gradi di partecipazione, fornisce indirizzi reali e virtuali per poter
contattare i diretti responsabili e per poter ottenere informazioni dettagliate sugli
sviluppi della Riforma Agraria in Brasile. Denuncia come inappropriati i progetti di
riforma della terra proposti dalla Banca Mondiale e tiene corsi di formazione
sullargomento.
http://www.funai.gov.br
Gli obbiettivi dellAgenzia Governativa per la Salvaguardia dei
Diritti degli Indios sono: il miglioramento della qualità della vita della popolazione
indigena e la promozione del rispetto e della salvaguardia delle risorse naturali
appartenenti alla loro terra, tramite la regolamentazione per legge delle stesse e
lapplicazione di misure di protezione ambientale.
Questo progetto fa parte del progetto pilota "Programma per la Salvaguardia della
Foresta Amazzonica" istituito per la protezione della foreste tropicali e la difesa
della biodiversità. Dopo listituzione di un Fondo per le Foreste Pluviali di 250
milioni di dollari americani, i G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno
Unito e Stati Uniti) decisero che la Banca Mondiale fosse il miglior garante e gestore di
uniniziativa di tale entità.
Le aree da regolamentare, previste dal progetto, seguono una lista di priorità presentata
dal FUNAI nel Dicembre 1994. Questa lista è rivista annualmente e ridefinita in base a
criteri tecnici di priorità organizzati sulla gravità delle minacce cui sono esposti gli
Indios.
http://www.cimi.org.br
Il Consiglio Indigenista Missionario è un organo annesso alla
Conferenza Nazionale dei Cardinali del Brasile. Presso il loro sito sono esposte le
locandine raffiguranti le copertine di molti testi scritti sugli Indios e dagli Indios,
raccogliendo numerose testimonianze delle loro culture, forme di espressione artistica,
poetica ed altro ancora. Si trovano molti riferimenti bibliografici che danno la
possibilità di alimentare il dibattito sui problemi secolari che sono connessi alle
riforme agrarie presentate dai governi nel corso dei decenni.
Non mancano riferimenti agli statuti che le popolazioni indigene si sono date nel tempo,
ma accanto alle rivendicazioni di diritti da parte degli Indios, se ne trovano molte altre
appartenenti alle associazioni nate dai movimenti di liberazione dalla schiavitù,
organizzati dagli africani importati in Brasile nei secoli scorsi.
http://www.ran.org/ran/ran_campaigns/amazonia/guarani_action.html
Lo scopo di questo sito è la denuncia di una situazione da tempo
difficilmente sostenibile, che necessita di un supporto immediato da parte
dellopinione pubblica internazionale sulla questione dellespropriazione delle
terre di proprietà indigene.
Per contattare lamministrazione Brasiliana, vengono forniti i recapiti ufficiali
necessari, con i nomi dei Ministri aggiornati dagli operatori dellorganizzazione.