Riscatto culturale

 

 

HAIDA e TLINGIT

 

 

SOMMARIO

SITI

INTRODUZIONE

 

SOMMARIO

 

SITI

     
PREMESSA

LE ORIGINI

HAIDA E TLINGIT NEL PASSATO

AMBIENTE
PRIMI CONTATTI CON I BIANCHI
ORGANIZZAZIONE SOCIALE
CERIMONIE

HAIDA E TLINGIT OGGI

POPOLAZIONE
IL CONSIGLIO CENTRALE DELLE NAZIONI HAIDA E TLINGIT

Gli haida dell’isola di Queen Charlotte

Un’esperienza positiva nel rapporto con il governo provinciale

Haida e Tlingit dell’Alaska

L’economia della sussistenza
Sviluppi della questione della sussistenza

 

INTRODUZIONE

PREMESSA

La scelta di occuparmi sia degli haida che dei tlingit deriva da una serie di considerazioni:
1. Haida e tlingit sembrano avere origini comuni. Gli stessi haida e tlingit sono consapevoli di questa loro parentela, come testimoniano alcune leggende e la più recente scelta di dar vita ad un unico Consiglio Nazionale Haida e Tlingit.
2. Data la vicinanza degli insediamenti e la comune area di approvvigionamento, l’occasione di incontri e scambi culturali era ricorrente, tanto che si può parlare di un’unica cultura haida e tlingit e di due sottoculture al suo interno.
3. La storia degli haida è, a grandi linee, la storia dei tlingit, salvo differenziarsi in tempi più recenti a cominciare dalla Corsa all’Oro.

haida1.gif (35644 byte)

LE ORIGINI

C’è una vecchia storia che racconta di genti venute dall’Oceano Pacifico. Tra loro c’erano 2 sorelle. Sbarcarono sull’isola Dall, nell’Alaska sud-orientale, dove incontrarono e sposarono uomini, le cui genti erano giunte sull’isola avendo disceso i fiumi dall’interno del Nord America. Una sorella andò con la sua famiglia fino all’isola di Queen Charlotte, nella provincia del British Columbia in Canada. I suoi bambini crebbero e si moltiplicarono, dando origine alla nazione haida. L’altra sorella si stabilì con la sua famiglia nell’isola di Prince of Wales e divenne madre della nazione tlingit.
Le origini di questi due popoli non sono certe.
E’ probabile che siano giunti in Alaska migrando dalla costa dell’Asia e del Giappone. Alcune loro forme d’arte e caratteristiche fisiche sono, infatti, simili a quelle di certi popoli del Pacifico.

 

HAIDA E TLINGIT NEL PASSATO

AMBIENTE

Il sud-est dell’ Alaska e l’isola di Queen Charlotte costituivano un ambiente ideale per l’insediamento dei villaggi.
Le foreste procuravano riparo, selvaggina e bacche selvatiche, mentre l’oceano assicurava abbondanza di pesce.
Grazie all’ambiente particolarmente favorevole, haida e tlingit non dedicavano alla ricerca del cibo che una minima parte del loro tempo, contrariamente agli indiani del continente, ed ebbero, così, la possibilità di sviluppare il commercio e di diventare abili artigiani.
L’oceano non costituiva solo una fonte di sussistenza, ma anche una veloce via di comunicazione e trasporto. Navigatori esperti e abili costruttori di canoe, haida e tlingit svilupparono una vasta rete di commercio con le popolazioni costiere del Nord America. I tlingit avevano anche rapporti esclusivi con i popoli dell’interno.
Il loro vasto territorio di scambi si estendeva fino al nord della California e, per quanto riguarda i soli tlingit, all’interno dell’Alaska e del Canada. Nelle Americhe, solo gli Inca erano rivali, in termini di grandezza, di questo impero commerciale.

 

PRIMI CONTATTI CON I BIANCHI

I primi significativi contatti con i bianchi risalgono al XVIII secolo, con l’arrivo dei russi e l’istituzione della Hudson Bay Co. per il commercio delle pelli. Abilissimi commercianti, gli haida e i tlingit incontravano le navi russe e inglesi verso l’estremità della penisola Chilkat, lontano dalle vie di comunicazione di terra, che i tlingit difendevano gelosamente. Una volta avvenuto lo scambio con i bianchi i tlingit portavano i beni sui loro percorsi per commerciare con gli indiani dell’interno.
Anche se tardiva nel suo inizio, l’influenza della cultura bianca si estese rapidamente in questa regione.
Nel 1881 si insediava una missione presbiteriana a Dei shu ("La fine della pista"). Ma è soprattutto con l’avvento della Corsa all’Oro che molta gente giunse in quest’area. Intorno alla missione venne costruita la città di Haines.
Le piste del commercio con l’interno, fino ad allora gelosamente custodite dai tlingit, vennero subito scoperte e usate dai cercatori d’oro.

CASE E TIPI DI INSEDIAMENTO

Tutte le case avevano una fossa centrale per il fuoco e un buco per il fumo sul tetto. Ogni casa poteva ospitare dai 20 ai 50 individui di uno stesso clan, all’interno di villaggi di 300-500 persone.
Haida e tlingit avevano villaggi permanenti invernali lungo le sponde dei corsi d’acqua o lungo le spiagge dell’oceano, per aver facile accesso alle riserve di pesce. La posizione dei villaggi invernali garantiva protezione dalle tempeste e dai nemici, acqua e un approdo per le canoe. Le case erano rivolte verso l’acqua. La maggior parte dei villaggi aveva una sola fila di case.
Haida e tlingit, così come gli altri popoli del sud-est dell’Alaska, avevano almeno un villaggio invernale permanente e vari campi stagionali situati nelle vicinanze delle risorse di cibo.
Uno o più totem sorgevano di fronte alle loro case. Diverse erano le funzioni di questi alti monumenti in legno di cedro. Alcuni identificavano il clan di appartenenza o raccontavano la storia della famiglia; altri raccontavano leggende del clan; vi erano totem eretti in memoria di un capo o di membri della famiglia, le cui ceneri erano custodite in un vano nel retro del monumento; altri ancora commemoravano un evento come la nascita di un bimbo o la prodezza di un cacciatore; presso gli haida, poi, alcuni totem avevano la funzione di allertare il proprietario dell’avvicinarsi di un nemico o di un qualsiasi altro pericolo.

 

ORGANIZZAZIONE SOCIALE

Non esisteva un governo centrale o una qualche altra forma di pianificazione e discussione a livello generale. Le decisioni venivano prese a livello di clan, villaggio, o casa e avevano effetti esclusivamente in quei contesti.
Haida e tlingit avevano una società altamente stratificata, composta da quattro ceti: individui o famiglie privilegiati, gente comune e schiavi (solitamente prigionieri di guerra di altri villaggi).
I matrimoni venivano pianificati ed avvenivano tra membri di clan diversi.
La società haida e tlingit aveva un ordinamento matrilineare. I bambini ereditavano dalla madre tutti i diritti, compreso l’uso del territorio di pesca, caccia e raccolta del clan di appartenenza della madre.
Sia gli haida che i tlingit erano organizzati in due metà, vale a dire che il loro sistema di clan era diviso in due parti o era " uno di due parti uguali".
Nel sistema clanico dei tlingit, una parte è conosciuta come Corvo o Cornacchia e l’altra come Aquila o Lupo, a seconda della stagione. Ciascuna metà è, poi, costituita da più clan.
Gli haida hanno due metà, Aquila e Corvo. I clan che si trovavano sotto l’Aquila degli haida sono gli stessi che si trovavano sotto il Corvo dei tlingit.

 

CERIMONIE

Tlingit e haida sono noti per una cerimonia chiamata "potlatch", ancora oggi presente nella vita dei loro villaggi.
La parola "potlatch" significa dar via.
Le potlatch erano cerimonie formali di grande importanza. Di norma duravano 4 giorni e attiravano genti da tutto il vicinato.
Le potlatch venivano allestite per dar modo a colui che le ospitava di cercare approvazione per una sua pretesa a titolo o privilegio.
Nel corso della festa, coloro che ospitavano la potlatch, anche detta "combattere con la proprietà", davano via o distruggevano i propri averi per mostrare il proprio status nella comunità. L’importanza di un individuo era misurata in termini di ricchezza. Più l’ospite dava via o distruggeva, più il suo status sociale appariva alto, dal momento che poteva permettersi di rinunciare a una così grande ricchezza. Accettare un dono era, invece, il modo che il visitatore aveva di mostrare di riconoscere il diritto dell’ospite al titolo o privilegio. Particolare ammirazione destavano i doni di beni ottenuti dal commercio con l’interno del continente, per questo molto valutati.
Anche gli ospiti, d’altra parte, erano incoraggiati a mostrare la propria ricchezza festeggiando e consumando più degli altri.
I membri che occupavano i gradini più alti della società erano tenuti ad allestire delle potlatch, tuttavia anche le persone comuni potevano organizzarne per cercare di migliorare il proprio status (nella cultura haida) o quello dei propri figli (presso i tlingit).
Occasioni tipiche per una potlatch erano la morte di un capo, la celebrazione del passaggio dallo status di bambino a quello di adulto e l’attribuzione di un nome per un bimbo. Tuttavia le potlatch più generose avevano luogo durante l’inverno, quando haida e tlingit, solo marginalmente occupati dalla ricerca di cibo, disponevano di più tempo per dedicarsi alle cerimonie e all’arte.
Gli ospiti arrivavano da ogni parte in canoa e la festa iniziava già in viaggio, con danze all’interno della canoa stessa. Sempre cantando e danzando, i visitatori arrivavano all’abitazione della festa, e si disponevano intorno al fuoco in ordine di importanza. Questo ordine poteva essere contestato e sfidato, qualora un ospite ritenesse che il posto assegnatogli non rispecchiasse il proprio status.
Un fattore importante nelle potlatch erano i discorsi. L’oratore glorificava l’ospite della festa e sminuiva i visitatori. La storia di famiglia veniva, poi, rievocata, sottolineando l’acquisizione di privilegi ereditari, nomi, etc…
Le potlatch costituivano, inoltre, l’occasione di sfoggiare gli oggetti d’arte, principalmente di utilità pratica come le ciotole e gli utensili finemente adornati e intagliati.

 

HAIDA E TLINGIT OGGI

POPOLAZIONE

In Alaska vivono oggi circa 600 haida e 10 000 tlingit.
Nell’isola di Queen Charlotte risiedono circa 1400 haida.
Queste cifre sono significative se si pensa che all’inizio del XIX sec. il popolo haida contava 8 000 individui in British Columbia e 1800 in Alaska. Verso la fine dell’Ottocento, a causa delle molte malattie portate dagli occidentali, la popolazione haida era ridotta ad appena 1500 persone.
Nell’isola di Queen Charlotte rimangono oggi solo due villaggi haida: Masset e Skidegate. In Alaska i tlingit vivono in più villaggi multiclanici, ma vi sono anche individui che vivono nelle città, a più stretto contatto con la popolazione occidentale. Gli haida dell’Alaska si sono raccolti in un unico villaggio, Hydaburg.

IL CONSIGLIO CENTRALE DELLE NAZIONI HAIDA E TLINGIT

La Nazione Haida e la Nazione Tlingit si sono organizzate politicamente istituendo il Consiglio Centrale delle Tribù Indiane Haida e Tlingit d’Alaska.
Il Consiglio, oltre a fungere da organo istituzionale rappresentativo delle nazioni haida e tlingit unite e svolgere, così, il ruolo di interlocutore dei governi federali e statali/provinciali americani e canadesi, si propone anche di promuovere la cultura dell’autogoverno all’interno del proprio popolo e di coadiuvare la creazione di governi delle varie tribù.

 

RIVENDICAZIONI

L’intensità ed il contenuto delle rivendicazioni sono strettamente connesse con il tipo di atteggiamento tenuto dai governi centrali e federali nei confronti dei nativi.
Riguardo al caso dei popoli haida e tlingit, ci si trova di fronte a due esperienze per certi aspetti diverse, quando si considerano gli haida del Canada e i tlingit e haida dell’Alaska.

 

Gli haida dell’isola di Queen Charlotte

Gli interessi economici del governo centrale canadese e federale del British Columbia nei confronti dell’isola di Queen Charlotte non sono mai stati tali da spingere le autorità ad opporsi in maniera drastica alle richieste di terra e di riconoscimento di quei diritti fondamentali, che vanno sotto il nome di "titolo aborigeno", che consistono nell’esclusivo uso ed occupazione della terra e dell’acqua dei nativi.
Per il fatto di non vedersi negati quei diritti fondamentali di cui sopra, oltre che per il fatto di non vivere a stretto contatto con la cultura dominante occidentale (l’isola è poco abitata dai canadesi), gli haida canadesi hanno probabilmente meno la sensazione di essere una minoranza e meno la consapevolezza del rischio di perdita della propria identità culturale. Marginale è, quindi, il bisogno di ribadire questa identità, magari servendosi della rete per parlare del proprio popolo rivolgendosi ai membri stessi, più che all’esterno, proprio nel tentativo di recuperare e tener viva un’identità profondamente minata dal rischio dell’omologazione con la cultura dominante.
A conferma di queste considerazioni, non sembrano presenti sulla rete siti di provenienza haida dal British Columbia.
Vero è, però , anche il contrario, vale a dire che gli haida dell’isola della Regina Carlotta rischiano forse più di altri popoli di perdere la propria identità, proprio per questa minore consapevolezza di sé e per il loro atteggiamento apparentemente meno conflittuale nei confronti del governo centrale e provinciale.
E’, però, anche possibile che, più semplicemente, gli haida canadesi non abbiano ancora la dimestichezza con la rete che hanno, invece, i tlingit e gli haida dell’Alaska e questo proprio perché minore è l’influenza della cultura occidentale.
L’unica rivendicazione avanzata da questa parte di haida, di cui ho trovato traccia sulla rete, riguarda la richiesta, per ora ignorata dal governo, che venga abbandonato il nome monarchico dell’isola e si ripristini il nome indiano "Haida Gwaii".

 

Un’esperienza positiva nel rapporto con il governo provinciale

Il programma Gwaii Watchmen (guardiano)

La leggenda narra del ruolo del Guardiano, simbolizzato da 3 figure umane con grandi cappelli, spesso collocato sulla sommità dei totem degli haida, che era quello di allertare il suo possessore dell’avvicinarsi del nemico o di qualsiasi altro pericolo.
Il Guardiano è il simbolo adottato dagli haida per il "Gwaii Watchmen Program".
La nazione haida, preoccupata del possibile verificarsi di atti di vandalismo nei confronti dei propri villaggi e territori, diede vita a questo progetto di monitoraggio dei siti ritenuti culturalmente significativi per questo popolo. Il progetto cominciò con volontari haida che, servendosi delle proprie barche, andavano di sito in sito, spostando gli accampamenti nella stagione estiva, dando, così, anche nuova vita ad una tradizione di seminomadismo propria della cultura haida.
Il Consiglio della Nazione Haida è riuscito ad ottenere dal governo provinciale del British Columbia e da quello del Canada la firma del trattato di South Moresby, che fa dell’area una Riserva Nazionale. Questo trattato è stato, poi, seguito dall’accordo di Gwaii Hanas nel ’93, che ha istituito il Comitato per la Co-gestione dell’Arcipelago. Quest’ultimo, costituito da rappresentanti di entrambe le parti, decide per consenso sulla pianificazione e la direzione delle varie attività sull’area.

 

Haida e Tlingit dell’Alaska

Diverso è il discorso per i nativi dell’Alaska.
Se scarsi sono gli interessi economici nei confronti delle Queen Charlotte Islands, così non è più per l’Alaska dai tempi della scoperta dell’oro nella penisola nel 1880.
Oggi gli interessi economici nei confronti dell’Alaska vanno dall’attività estrattiva alla pesca e alle grandi industrie dell’allevamento e della lavorazione del pesce.
L’atteggiamento non particolarmente rispettoso del governo statale nei confronti degli indigeni e la consapevolezza di costituire una minoranza rispetto alla popolazione bianca, in Alaska molto più numerosa che nell’isola canadese, hanno generato nei nativi, da un lato, una maggiore coscienza di sé, delle proprie origini e dei propri diritti, dall’altro, un certo sentimento d’avversione nei confronti degli americani e, in particolare, del governo statale, colpevole di non dare ascolto alle rivendicazioni delle popolazioni indiane.
Nel 1971 il Consiglio Centrale delle Nazioni Tlingit e Haida ha concluso con il governo degli USA l’ "Alaska Native Claims Settlement Act", che comporta l’accettazione da parte del governo americano di 3 richieste ritenute fondamentali da parte degli haida e tlingit:

1) Terra
2) diritto alla protezione dello stile di vita della sussistenza
3) compensazioni

Le compensazioni monetarie sono state pagate.
Il titolo alla terra attribuito a tlingit e haida con l’atto del ’71 è tuttora rispettato, ma alcuni villaggi restano fuori dal trattato e la loro richiesta di vedersi attribuire la terra viene sistematicamente ignorata.
Altro capitolo aperto resta la questione spinosa della sussistenza, che rappresenta, al momento, la principale rivendicazione dei popoli d’Alaska.

 

L’economia della sussistenza

L’economia nelle aree urbane dell’Alaska è organizzata attorno al denaro. L’occupazione è garantita lungo tutto l’arco dell’anno e il reddito pro capite è il più alto di tutta l’Alaska e consente agli abitanti di procurarsi almeno i beni e servizi di prima necessità. Molti abitanti di queste aree cacciano o pescano, ma lo scopo di tali attività è lo sport e il divertimento, non il sostentamento.
Al contrario, l’economia delle aree rurali o dei villaggi è un misto tra il sistema del denaro e la sussistenza.
Il lavoro è scarso e non duraturo e gli stipendi sono bassi. Il 21.5% delle famiglie indigene è stimato vivere con un reddito inferiore alla soglia della povertà, contro il 6.8% di tutte le famiglie dell’Alaska.
Come conseguenza, molti nativi sono costretti a vivere con il sussidio governativo.
La più sicura fonte di sostentamento in queste aree è costituita, allora, dalla caccia e pesca di sussistenza.
Più si è lontani da un centro urbano e più piccola è la comunità, maggiore è la dipendenza da caccia, pesca e raccolta. In ogni caso, nonostante questo, la quantità di pesce consumato dai nativi d’Alaska costituisce solo il 4% del totale del pescato ogni anno nello stato. Lo sport e, soprattutto, l’industria sono responsabili del restante 96%.
Ma lo stile di vita della sussistenza va al di là della necessità economica. La pratica della sussistenza è un retaggio del passato ed è un elemento essenziale della cultura haida e tlingit. La preparazione per la caccia, la condivisione delle risorse con la comunità, la lavorazione del pesce per conservarlo, la scansione della vita secondo le stagioni,… La pratica di queste tradizioni rafforza la tribù nel suo insieme.
L’attacco alla sussistenza è un attacco diretto alle comunità dei nativi, che definiscono la propria cultura e mezzi di sostentamento attraverso lo stile di vita della sussistenza.

 

Sviluppi della questione della sussistenza

Nel 1867 gli Stati Uniti compravano l’Alaska dalla Russia. Il trattato di cessione stabiliva che i nativi non dovevano essere disturbati nel loro uso ed occupazione della terra loro riconosciuta.
L’Alaska diveniva uno stato nel 1959, in virtù di un atto che poneva, come condizione all’ingresso dell’Alaska nella federazione, la rinuncia del nuovo stato ad ogni diritto e titolo su qualsiasi terra o proprietà (inclusi i diritti di pesca) dei nativi.
Lo stato d’Alaska ignorò questa clausola e cominciò a promulgare le sue leggi sulla gestione di pesca e caccia con effetto su tutti i suoi abitanti, senza riconoscere i preesistenti diritti degli indigeni.
Nel 1971 il Congresso emanava l’ "Alaska Native Claims Settlement Act (ANCSA)", con il quale si dava finalmente risposta alle richieste dei nativi di terra e di riconoscimento di ogni diritto di caccia e pesca esistente. Nell’atto non veniva fatto esplicito riferimento ai diritti alla sussistenza, ma in un rapporto allegato all’ANCSA veniva espressa l’intenzione di provvedere a quelle misure necessarie a proteggere i bisogni di sussistenza dei nativi d’Alaska.
Dal momento che lo stato dell’Alaska aveva dato prova di scarsa volontà nell’adempiere alla raccomandazione del rapporto allegato all’ANCSA, il Congresso aggiungeva un apposito capitolo (Titolo VIII) all’ "Alaska National Interest Land Conservation Act" dell’ 80. il Titolo VIII stabiliva che venisse riconosciuta la priorità agli usi di sussistenza dei residenti dell’Alaska "rurale" su ogni altro tipo di uso (commerciale o sportivo) di pesce e selvaggina su suolo pubblico federale.
Come compromesso, il Congresso concedeva allo Stato di continuare a regolamentare pesce e selvaggina su suolo pubblico federale, a condizione che l’Alaska adottasse uno statuto che rendesse il Titolo VIII dell’ANILCA applicabile anche sul suolo pubblico statale.
Nel 1990, il governo federale interveniva nuovamente sulla questione avocando a sé la regolamentazione di caccia e pesca su territorio federale, in risposta alla continua violazione del governo statale al Titolo VIII dell’ ANILCA.
La caccia su suolo federale tornava subito sotto il controllo centrale, mentre la pesca restava per il momento responsabilità dello stato, a causa di un procedimento penale in corso proprio sulla questione della sussistenza. Il processo si chiudeva con una sentenza che privava il governo statale della competenza sulla pesca e attribuiva la materia al governo federale.
Il provvedimento veniva, però, bloccato dal Congresso e nel 1998 veniva concessa una moratoria, nel tentativo di dare un’ulteriore chance al governo dell’Alaska che, provvedendo finalmente ad adottare seri provvedimenti in favore della sussistenza dei nativi, avrebbe evitato di vedersi togliere dal governo federale la competenza in materia di caccia e pesca.
Nonostante siano già trascorsi due anni, l’Alaska non si è mossa in questa direzione e la pesca di sussistenza è ancora negata ai nativi.
Nel frattempo la caccia di sussistenza su suolo federale è protetta dalla legge federale, ma i villaggi che dipendono da selvaggina situata su suolo statale o privato non ricadono sotto la protezione del Titolo VIII dell’ANILCA.
La situazione presente minaccia la sopravvivenza di una ventina di comunità.
I nativi d’Alaska hanno da sempre chiesto di partecipare alle discussioni sulla sussistenza, ma non sono mai stati invitati a farlo.
In risposta a questa loro mancanza di partecipazione al processo di decisione, più di novecento rappresentanti di villaggi e tribù si sono dati appuntamento ad Anchorage nel 1997 per un summit sulla sussistenza dei nativi.
I partecipanti alla conferenza hanno approvato una risoluzione che rappresenta la posizione unitaria dei popoli nativi dell’Alaska, riguardo alla questione della sussistenza, e che può essere riassunta nella richiesta di partecipazione ad ogni successiva fase di discussione e nella pretesa che ogni nuova proposta per la risoluzione della materia venga approvata da rappresentanti delle nazioni dell’Alaska.
La strategia incoraggiata dal Consiglio delle Nazioni Haida e Tlingit per ottenere il riconoscimento della preferenza della sussistenza è quella della citazione in giudizio dello Stato dell’Alaska in relazione a singoli casi (es. contro una multa per violazione di leggi statali sulla caccia), così da creare una consistente letteratura in materia (quasi sempre favorevole alle posizioni dei nativi), che possa costituire il precedente per dettare una nuova legge estendibile a tutto il territorio dell’Alaska.
I nativi d’Alaska, inoltre, contestano la tesi secondo la quale la preferenza della sussistenza dovrebbe essere basata su un sistema di bisogni individuali.
Nelle aree rurali, le famiglie con redditi più alti sono, infatti, quelle che maggiormente procurano risorse di sussistenza. La pratica tradizionale della condivisione delle risorse, tutt’oggi in uso, consente alle famiglie più povere, solitamente composte da anziani o da madri con bambini che non hanno tempo o non sono in grado di cacciare o pescare, di servirsi del cibo procacciato da altri membri del villaggio.
Per questo, limitare l’attribuzione della preferenza alle famiglie più povere taglierebbe fuori da pesca e caccia di sussistenza proprio gli individui più produttivi per l’intera comunità.

 

   

haida.2.jpg (17770 byte)

 

Numerosi sono i siti Internet dedicati ai due popoli dell’Alaska e non mancano siti di provenienza propria o che si avvalgono di testimonianze tlingit e haida.
Anche i siti dedicati agli haida del Canada non sono pochi, ma non ho trovato siti di provenienza propria.

 

CONSIGLIO CENTRALE

 

http://www.tlingit-haida.org/

E’ il sito ufficiale del Consiglio Centrale delle Tribù indiane Tlingit e Haida d’Alaska.
Caratteristica principale del sito è di essere quasi esclusivamente rivolto al suo interno, vale a dire che il Consiglio Centrale ha scelto di servirsi della rete non per parlare di sé, ma per rivolgersi ai suoi popoli.
Poco spazio è, dunque, dedicato alla storia della nascita del Consiglio e nessun cenno è fatto alla cultura dei due popoli, né si fa menzione delle rivendicazioni circa la terra e il diritto alla sussistenza, che pure interessano haida e tlingit direttamente.
Il sito è piuttosto concepito come un insieme di servizi utili per la comunità.

N.B. Non ho trovato il Consiglio Centrale della Nazione Haida dell’isola di Queen Charlotte sulla rete, ma ho saputo della sua esistenza, leggendo alcuni dei siti che il Canada dedica ai nativi.

 

ORGANIZZAZIONI NON- PROFIT

 

http://www.narf.org

Sito ufficiale del NARF (Native American Rights Fund).
Si tratta di un’organizzazione non-profit che fornisce assistenza legale e tecnica a tribù indiane, organizzazioni ed individui in tutto il mondo.
Gli scopi dell’organizzazione sono: la tutela dell’esistenza delle tribù; la protezione delle loro risorse naturali; la promozione dei loro diritti; lo sviluppo delle leggi sugli indiani; l’educazione dell’opinione pubblica circa i nativi, le leggi che li riguardano, i loro diritti, le loro rivendicazioni.

 

http://members.aol.com/waya94/

E’ il sito del "Native American Support Group of New York City". Fondato nel 1988 per dar voce alle rivendicazioni dei nativi di Stati Uniti. Nonostante non sia un sito di provenienza interna, si avvale, comunque, di contributi di nativi. Le parti sulla sussistenza sono quasi interamente curate da indiani del popolo tlingit. Si può dire che il ruolo dell’organizzazione di New York sia limitato a fornire una cassa di risonanza efficace alle rivendicazioni espresse da questo popolo.

 

SUSSISTENZA


http://members.aol.com/waya94/issues.htm

Sito creato dal "Native American Support Group of New York City". Sono presentate le rivendicazioni dei popoli indigeni degli Stati Uniti del momento.

 

http://members.aol.com/waya94/subsist.htm

Contenuto del sito: Alaska: The Subsistence Lifeway

Viene presentato lo stile di vita della sussistenza.

 

http://members.aol.com/waya94/subsist2.htm

Sito a carattere informativo rivolto ai nativi d’Alaska, che si propone di tenere aggiornati sugli sviluppi della questione della sussistenza.
Riporta discorsi presentati all’ Alaska Federation of Natives Political Leadership Summit nel febbraio ’99.

 

www.narf.org/new_justice/justice8_practice.html

Sito a cura del Native American Rights Fund.
Scopo principale del sito è di informare l’opinione pubblica sul tema della sussistenza.
Viene trattata la questione della sussistenza dei nativi sotto diversi punti di vista.
Sono indicate le tappe che hanno segnato l’evolversi della questione della sussistenza in Alaska.
Viene descritta l’economia della sussistenza e spiegata l’importanza di questo stile di vita per i nativi.
E’ data risposta a una serie di domande comuni sul problema della sussistenza.

 

www.go2net.org/indiancountry/subsist1.htm

E’ un sito dedicato allo stile di vita della sussistenza, curato da un esperto tlingit della materia e da una professoressa di antropologia dell’Università dell’Oregon.
Sono riportate una serie di estratti da interviste a membri del popolo tlingit, che raccontano lo stile di vita della sussistenza dal loro personale punto di vista.

 

haida2.jpg (47157 byte)

Village of Masset, Queen Charlotte Islands

 

TLINGIT E HAIDA SENZA TERRA

 

http://members.aol.com/waya94/landless-tlingits.htm

Sito dedicato alla rivendicazione del titolo sulla terra, che interessa un terzo della popolazione haida e tlingit. E’ parte del sito Alaska Natives Online

 

CULTURA

http://members.aol.com/waya94/tlingit1.htm

Fa parte del più grande sito Alaska’s Natives Online. Sezione dedicata alla cultura tlingit.

 

http://www.civilization.ca/membrs/fph/haida/haaindxe.html

Sito curato dal governo federale canadese sugli haida.
Fornisce informazioni su arte, villaggi, sciamanismo, cerimonie,…

 

http://alaskaone.com/welcome/cultures.htm

Alaska’s many cultures.
E’ una pagina della guida turistica dell’Alaska su Internet dedicata alle molte culture dello stato.

 

www.alaskanative.net

Sito ufficiale dell’ "Alaska Native Heritage Center". E’ curato da indiani dei popoli che costituiscono la cosiddetta "cultura della costa nord-occidentale": eyak, tlingit, haida e tsimshi Sono descritti i tipi d’insediamento, l’organizzazione sociale, le cerimonie e altri aspetti della vita di questi popoli, nel passato.

 

http://gbms01.uwgb.edu/~galta/mrr/haida/

Frutto del lavoro di ricerca di un gruppo di studenti del corso di Antropologia dell’Università del Wisconsin - Green Bay. La ricerca sul popolo haida si articola in 7 punti: arte, vestiti, cerimonie e credenze, miti, sciamani, società, potlatch.
Anche se non è stato usato per questa ricerca, ho pensato fosse interessante leggere il lavoro di altri studenti.

 

INFORMAZIONI VARIE SUGLI HAIDA

 

www.aaf.gov.bc.ca/aaf/faqs/faqs.htm

Sito a cura del Ministry of Aborigenal Affairs della Provincia del British Columbia.
Vengono date una serie di risposte alle domande più frequenti sugli aborigeni della Provincia. Una serie di dati statistici sono, inoltre, forniti.

 

LINGUA

 

http://www.uaf.edu/anlc/index.html

Alaska Native Language Center.
Il Centro, istituito da una legge statale nel ’72, si propone di documentare e tener vive le 20 lingue native d’Alaska.
Il sito fornisce anche una mappa della distribuzione dei popoli d’Alaska.

 

IMPRESE

 

www.denaliholdings.com/Pages/tculture.htm

E’ il sito di un’impresa che prende il nome tlingit di un monte dell’Alaska presso il quale ha sede.
Il sito dedica alcune pagine alla descrizione della cultura tlingit.
Non mi è chiaro se l’impresa sia gestita da tlingit, ma è comunque significativo che un sito commerciale dedichi una consistente sezione alla cultura tlingit.

 

http://www.sea-biz.com/tlingithaidasteel/

Tlingit & Haida Steel Industries. E’ il sito di una ditta che produce strutture in acciaio.
Mi è sembrato interessante inserire anche questo sito, come quello precedente, nonostante non sia servito ai fini della stesura di questa relazione. Nel corso della ricerca, infatti, mi è più volte capitato d’incappare in siti di imprese gestite da tlingit o haida. Il fatto che l’origine indiana di queste ditte fosse chiaramente specificata ha contribuito alla riflessione, che mi ha portata alle considerazioni sul bisogno di affermare la propria identità delle minoranze, già espresse nel paragrafo sulle rivendicazioni.

 

VARIE

 

http://www.harbour.com/parkscan/gwaii/watch.htm

Sito a cura del governo canadese sui parchi nazionali del Canada. Pagine dedicate al parco di Gwaii Haanas, nell’isola di Queen Charlotte. Nel tracciare la storia del parco, è sottolineata la collaborazione attuata dal governo canadese con il Consiglio Centrale della Nazione Haida, che ha portato al successo del "Gwaii Watchmen Program".

 

www.seacc.org

Sito ufficiale del Consiglio di Conservazione del Sud-Est Alaska. Si tratta di un’organizzazione non-profit, composta da una coalizione di 14 comunità dell’Alaska, che si batte per la protezione della Foresta Nazionale di Tongass. Tra le comunità che sono parte del Consiglio ci sono gli haida e tlingit.

 

http://sorrel.humboldt.edu/~rwj1/hai.html

Serie di foto sui nativi d’America della Humboldt State University della città di Arcata in California

 

http://www.geocities.com/Athens/9479/tables.html

Sito curato da un basco di Donostia (San Sebastian). E’ un sito dedicato alle minoranze di tutto il mondo. Fornisce mappe di questi gruppi etnici, perché spesso ignorati dalla geografia ufficiale. Vengono ripristinati i nomi originali dei luoghi.

 

haida3.jpg (27103 byte)

 

 
Eidetica: Riscatto culturale: Haida e Tlingit, a cura di Vale e di Giuliano Tescari, Dipartimento di Antropologia, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Torino