PREMESSA
La scelta di
occuparmi sia degli haida che dei tlingit deriva da una serie di considerazioni:
1. Haida e tlingit sembrano avere origini comuni. Gli stessi haida e tlingit sono
consapevoli di questa loro parentela, come testimoniano alcune leggende e la più recente
scelta di dar vita ad un unico Consiglio Nazionale Haida e Tlingit.
2. Data la vicinanza degli insediamenti e la comune area di approvvigionamento,
loccasione di incontri e scambi culturali era ricorrente, tanto che si può parlare
di ununica cultura haida e tlingit e di due sottoculture al suo interno.
3. La storia degli haida è, a grandi linee, la storia dei tlingit, salvo differenziarsi
in tempi più recenti a cominciare dalla Corsa allOro.

LE
ORIGINI
Cè una vecchia
storia che racconta di genti venute dallOceano Pacifico. Tra loro cerano 2
sorelle. Sbarcarono sullisola Dall, nellAlaska sud-orientale, dove
incontrarono e sposarono uomini, le cui genti erano giunte sullisola avendo disceso
i fiumi dallinterno del Nord America. Una sorella andò con la sua famiglia fino
allisola di Queen Charlotte, nella provincia del British Columbia in Canada. I suoi
bambini crebbero e si moltiplicarono, dando origine alla nazione haida. Laltra
sorella si stabilì con la sua famiglia nellisola di Prince of Wales e divenne madre
della nazione tlingit.
Le origini di questi due popoli non sono certe.
E probabile che siano giunti in Alaska migrando dalla costa dellAsia e del
Giappone. Alcune loro forme darte e caratteristiche fisiche sono, infatti, simili a
quelle di certi popoli del Pacifico.
HAIDA E TLINGIT NEL PASSATO
AMBIENTE
Il sud-est dell
Alaska e lisola di Queen Charlotte costituivano un ambiente ideale per
linsediamento dei villaggi.
Le foreste procuravano riparo, selvaggina e bacche selvatiche, mentre loceano
assicurava abbondanza di pesce.
Grazie allambiente particolarmente favorevole, haida e tlingit non dedicavano alla
ricerca del cibo che una minima parte del loro tempo, contrariamente agli indiani del
continente, ed ebbero, così, la possibilità di sviluppare il commercio e di diventare
abili artigiani.
Loceano non costituiva solo una fonte di sussistenza, ma anche una veloce via di
comunicazione e trasporto. Navigatori esperti e abili costruttori di canoe, haida e
tlingit svilupparono una vasta rete di commercio con le popolazioni costiere del Nord
America. I tlingit avevano anche rapporti esclusivi con i popoli dellinterno.
Il loro vasto territorio di scambi si estendeva fino al nord della California e, per
quanto riguarda i soli tlingit, allinterno dellAlaska e del Canada. Nelle
Americhe, solo gli Inca erano rivali, in termini di grandezza, di questo impero
commerciale.
PRIMI CONTATTI CON I BIANCHI
I primi significativi
contatti con i bianchi risalgono al XVIII secolo, con larrivo dei russi e
listituzione della Hudson Bay Co. per il commercio delle pelli. Abilissimi
commercianti, gli haida e i tlingit incontravano le navi russe e inglesi verso
lestremità della penisola Chilkat, lontano dalle vie di comunicazione di terra, che
i tlingit difendevano gelosamente. Una volta avvenuto lo scambio con i bianchi i tlingit
portavano i beni sui loro percorsi per commerciare con gli indiani dellinterno.
Anche se tardiva nel suo inizio, linfluenza della cultura bianca si estese
rapidamente in questa regione.
Nel 1881 si insediava una missione presbiteriana a Dei shu ("La fine della
pista"). Ma è soprattutto con lavvento della Corsa allOro che molta
gente giunse in questarea. Intorno alla missione venne costruita la città di
Haines.
Le piste del commercio con linterno, fino ad allora gelosamente custodite dai
tlingit, vennero subito scoperte e usate dai cercatori doro.
CASE E TIPI DI INSEDIAMENTO
Tutte le case avevano
una fossa centrale per il fuoco e un buco per il fumo sul tetto. Ogni casa poteva ospitare
dai 20 ai 50 individui di uno stesso clan, allinterno di villaggi di 300-500
persone.
Haida e tlingit avevano villaggi permanenti invernali lungo le sponde dei corsi
dacqua o lungo le spiagge delloceano, per aver facile accesso alle riserve di
pesce. La posizione dei villaggi invernali garantiva protezione dalle tempeste e dai
nemici, acqua e un approdo per le canoe. Le case erano rivolte verso lacqua. La
maggior parte dei villaggi aveva una sola fila di case.
Haida e tlingit, così come gli altri popoli del sud-est dellAlaska, avevano almeno
un villaggio invernale permanente e vari campi stagionali situati nelle vicinanze delle
risorse di cibo.
Uno o più totem sorgevano di fronte alle loro case. Diverse erano le funzioni di questi
alti monumenti in legno di cedro. Alcuni identificavano il clan di appartenenza o
raccontavano la storia della famiglia; altri raccontavano leggende del clan; vi erano
totem eretti in memoria di un capo o di membri della famiglia, le cui ceneri erano
custodite in un vano nel retro del monumento; altri ancora commemoravano un evento come la
nascita di un bimbo o la prodezza di un cacciatore; presso gli haida, poi, alcuni totem
avevano la funzione di allertare il proprietario dellavvicinarsi di un nemico o di
un qualsiasi altro pericolo.
ORGANIZZAZIONE SOCIALE
Non esisteva un
governo centrale o una qualche altra forma di pianificazione e discussione a livello
generale. Le decisioni venivano prese a livello di clan, villaggio, o casa e avevano
effetti esclusivamente in quei contesti.
Haida e tlingit avevano una società altamente stratificata, composta da quattro ceti:
individui o famiglie privilegiati, gente comune e schiavi (solitamente prigionieri di
guerra di altri villaggi).
I matrimoni venivano pianificati ed avvenivano tra membri di clan diversi.
La società haida e tlingit aveva un ordinamento matrilineare. I bambini ereditavano dalla
madre tutti i diritti, compreso luso del territorio di pesca, caccia e raccolta del
clan di appartenenza della madre.
Sia gli haida che i tlingit erano organizzati in due metà, vale a dire che il loro
sistema di clan era diviso in due parti o era " uno di due parti uguali".
Nel sistema clanico dei tlingit, una parte è conosciuta come Corvo o Cornacchia e
laltra come Aquila o Lupo, a seconda della stagione. Ciascuna metà è, poi,
costituita da più clan.
Gli haida hanno due metà, Aquila e Corvo. I clan che si trovavano sotto lAquila
degli haida sono gli stessi che si trovavano sotto il Corvo dei tlingit.
CERIMONIE
Tlingit e haida sono
noti per una cerimonia chiamata "potlatch", ancora oggi presente nella vita dei
loro villaggi.
La parola "potlatch" significa dar via.
Le potlatch erano cerimonie formali di grande importanza. Di norma duravano 4 giorni e
attiravano genti da tutto il vicinato.
Le potlatch venivano allestite per dar modo a colui che le ospitava di cercare
approvazione per una sua pretesa a titolo o privilegio.
Nel corso della festa, coloro che ospitavano la potlatch, anche detta "combattere con
la proprietà", davano via o distruggevano i propri averi per mostrare il proprio
status nella comunità. Limportanza di un individuo era misurata in termini di
ricchezza. Più lospite dava via o distruggeva, più il suo status sociale appariva
alto, dal momento che poteva permettersi di rinunciare a una così grande ricchezza.
Accettare un dono era, invece, il modo che il visitatore aveva di mostrare di riconoscere
il diritto dellospite al titolo o privilegio. Particolare ammirazione destavano i
doni di beni ottenuti dal commercio con linterno del continente, per questo molto
valutati.
Anche gli ospiti, daltra parte, erano incoraggiati a mostrare la propria ricchezza
festeggiando e consumando più degli altri.
I membri che occupavano i gradini più alti della società erano tenuti ad allestire delle
potlatch, tuttavia anche le persone comuni potevano organizzarne per cercare di migliorare
il proprio status (nella cultura haida) o quello dei propri figli (presso i tlingit).
Occasioni tipiche per una potlatch erano la morte di un capo, la celebrazione del
passaggio dallo status di bambino a quello di adulto e lattribuzione di un nome per
un bimbo. Tuttavia le potlatch più generose avevano luogo durante linverno, quando
haida e tlingit, solo marginalmente occupati dalla ricerca di cibo, disponevano di più
tempo per dedicarsi alle cerimonie e allarte.
Gli ospiti arrivavano da ogni parte in canoa e la festa iniziava già in viaggio, con
danze allinterno della canoa stessa. Sempre cantando e danzando, i visitatori
arrivavano allabitazione della festa, e si disponevano intorno al fuoco in ordine di
importanza. Questo ordine poteva essere contestato e sfidato, qualora un ospite ritenesse
che il posto assegnatogli non rispecchiasse il proprio status.
Un fattore importante nelle potlatch erano i discorsi. Loratore glorificava
lospite della festa e sminuiva i visitatori. La storia di famiglia veniva, poi,
rievocata, sottolineando lacquisizione di privilegi ereditari, nomi, etc
Le potlatch costituivano, inoltre, loccasione di sfoggiare gli oggetti darte,
principalmente di utilità pratica come le ciotole e gli utensili finemente adornati e
intagliati.
HAIDA E TLINGIT OGGI
POPOLAZIONE
In Alaska vivono oggi
circa 600 haida e 10 000 tlingit.
Nellisola di Queen Charlotte risiedono circa 1400 haida.
Queste cifre sono significative se si pensa che allinizio del XIX sec. il popolo
haida contava 8 000 individui in British Columbia e 1800 in Alaska. Verso la fine
dellOttocento, a causa delle molte malattie portate dagli occidentali, la
popolazione haida era ridotta ad appena 1500 persone.
Nellisola di Queen Charlotte rimangono oggi solo due villaggi haida: Masset e
Skidegate. In Alaska i tlingit vivono in più villaggi multiclanici, ma vi sono anche
individui che vivono nelle città, a più stretto contatto con la popolazione occidentale.
Gli haida dellAlaska si sono raccolti in un unico villaggio, Hydaburg.
IL CONSIGLIO CENTRALE DELLE NAZIONI HAIDA E TLINGIT
La Nazione Haida e la
Nazione Tlingit si sono organizzate politicamente istituendo il Consiglio Centrale delle
Tribù Indiane Haida e Tlingit dAlaska.
Il Consiglio, oltre a fungere da organo istituzionale rappresentativo delle nazioni haida
e tlingit unite e svolgere, così, il ruolo di interlocutore dei governi federali e
statali/provinciali americani e canadesi, si propone anche di promuovere la cultura
dellautogoverno allinterno del proprio popolo e di coadiuvare la creazione di
governi delle varie tribù.
RIVENDICAZIONI
Lintensità ed
il contenuto delle rivendicazioni sono strettamente connesse con il tipo di atteggiamento
tenuto dai governi centrali e federali nei confronti dei nativi.
Riguardo al caso dei popoli haida e tlingit, ci si trova di fronte a due esperienze per
certi aspetti diverse, quando si considerano gli haida del Canada e i tlingit e haida
dellAlaska.
Gli haida
dellisola di Queen Charlotte
Gli interessi
economici del governo centrale canadese e federale del British Columbia nei confronti
dellisola di Queen Charlotte non sono mai stati tali da spingere le autorità ad
opporsi in maniera drastica alle richieste di terra e di riconoscimento di quei diritti
fondamentali, che vanno sotto il nome di "titolo aborigeno", che consistono
nellesclusivo uso ed occupazione della terra e dellacqua dei nativi.
Per il fatto di non vedersi negati quei diritti fondamentali di cui sopra, oltre che per
il fatto di non vivere a stretto contatto con la cultura dominante occidentale
(lisola è poco abitata dai canadesi), gli haida canadesi hanno probabilmente meno
la sensazione di essere una minoranza e meno la consapevolezza del rischio di perdita
della propria identità culturale. Marginale è, quindi, il bisogno di ribadire questa
identità, magari servendosi della rete per parlare del proprio popolo rivolgendosi ai
membri stessi, più che allesterno, proprio nel tentativo di recuperare e tener viva
unidentità profondamente minata dal rischio dellomologazione con la cultura
dominante.
A conferma di queste considerazioni, non sembrano presenti sulla rete siti di provenienza
haida dal British Columbia.
Vero è, però , anche il contrario, vale a dire che gli haida dellisola della
Regina Carlotta rischiano forse più di altri popoli di perdere la propria identità,
proprio per questa minore consapevolezza di sé e per il loro atteggiamento apparentemente
meno conflittuale nei confronti del governo centrale e provinciale.
E, però, anche possibile che, più semplicemente, gli haida canadesi non abbiano
ancora la dimestichezza con la rete che hanno, invece, i tlingit e gli haida
dellAlaska e questo proprio perché minore è linfluenza della cultura
occidentale.
Lunica rivendicazione avanzata da questa parte di haida, di cui ho trovato traccia
sulla rete, riguarda la richiesta, per ora ignorata dal governo, che venga abbandonato il
nome monarchico dellisola e si ripristini il nome indiano "Haida Gwaii".
Unesperienza positiva nel rapporto con il governo provinciale
Il programma Gwaii Watchmen (guardiano)
La leggenda narra del
ruolo del Guardiano, simbolizzato da 3 figure umane con grandi cappelli, spesso collocato
sulla sommità dei totem degli haida, che era quello di allertare il suo possessore
dellavvicinarsi del nemico o di qualsiasi altro pericolo.
Il Guardiano è il simbolo adottato dagli haida per il "Gwaii Watchmen Program".
La nazione haida, preoccupata del possibile verificarsi di atti di vandalismo nei
confronti dei propri villaggi e territori, diede vita a questo progetto di monitoraggio
dei siti ritenuti culturalmente significativi per questo popolo. Il progetto cominciò con
volontari haida che, servendosi delle proprie barche, andavano di sito in sito, spostando
gli accampamenti nella stagione estiva, dando, così, anche nuova vita ad una tradizione
di seminomadismo propria della cultura haida.
Il Consiglio della Nazione Haida è riuscito ad ottenere dal governo provinciale del
British Columbia e da quello del Canada la firma del trattato di South Moresby, che fa
dellarea una Riserva Nazionale. Questo trattato è stato, poi, seguito
dallaccordo di Gwaii Hanas nel 93, che ha istituito il Comitato per la
Co-gestione dellArcipelago. Questultimo, costituito da rappresentanti di
entrambe le parti, decide per consenso sulla pianificazione e la direzione delle varie
attività sullarea.
Haida e Tlingit
dellAlaska
Diverso è il
discorso per i nativi dellAlaska.
Se scarsi sono gli interessi economici nei confronti delle Queen Charlotte Islands, così
non è più per lAlaska dai tempi della scoperta delloro nella penisola nel
1880.
Oggi gli interessi economici nei confronti dellAlaska vanno dallattività
estrattiva alla pesca e alle grandi industrie dellallevamento e della lavorazione
del pesce.
Latteggiamento non particolarmente rispettoso del governo statale nei confronti
degli indigeni e la consapevolezza di costituire una minoranza rispetto alla popolazione
bianca, in Alaska molto più numerosa che nellisola canadese, hanno generato nei
nativi, da un lato, una maggiore coscienza di sé, delle proprie origini e dei propri
diritti, dallaltro, un certo sentimento davversione nei confronti degli
americani e, in particolare, del governo statale, colpevole di non dare ascolto alle
rivendicazioni delle popolazioni indiane.
Nel 1971 il Consiglio Centrale delle Nazioni Tlingit e Haida ha concluso con il governo
degli USA l "Alaska Native Claims Settlement Act", che comporta
laccettazione da parte del governo americano di 3 richieste ritenute fondamentali da
parte degli haida e tlingit:
1) Terra
2) diritto alla protezione dello stile di vita della sussistenza
3) compensazioni
Le compensazioni
monetarie sono state pagate.
Il titolo alla terra attribuito a tlingit e haida con latto del 71 è tuttora
rispettato, ma alcuni villaggi restano fuori dal trattato e la loro richiesta di vedersi
attribuire la terra viene sistematicamente ignorata.
Altro capitolo aperto resta la questione spinosa della sussistenza, che rappresenta, al
momento, la principale rivendicazione dei popoli dAlaska.
Leconomia della
sussistenza
Leconomia nelle
aree urbane dellAlaska è organizzata attorno al denaro. Loccupazione è
garantita lungo tutto larco dellanno e il reddito pro capite è il più alto
di tutta lAlaska e consente agli abitanti di procurarsi almeno i beni e servizi di
prima necessità. Molti abitanti di queste aree cacciano o pescano, ma lo scopo di tali
attività è lo sport e il divertimento, non il sostentamento.
Al contrario, leconomia delle aree rurali o dei villaggi è un misto tra il sistema
del denaro e la sussistenza.
Il lavoro è scarso e non duraturo e gli stipendi sono bassi. Il 21.5% delle famiglie
indigene è stimato vivere con un reddito inferiore alla soglia della povertà, contro il
6.8% di tutte le famiglie dellAlaska.
Come conseguenza, molti nativi sono costretti a vivere con il sussidio governativo.
La più sicura fonte di sostentamento in queste aree è costituita, allora, dalla caccia e
pesca di sussistenza.
Più si è lontani da un centro urbano e più piccola è la comunità, maggiore è la
dipendenza da caccia, pesca e raccolta. In ogni caso, nonostante questo, la quantità di
pesce consumato dai nativi dAlaska costituisce solo il 4% del totale del pescato
ogni anno nello stato. Lo sport e, soprattutto, lindustria sono responsabili del
restante 96%.
Ma lo stile di vita della sussistenza va al di là della necessità economica. La pratica
della sussistenza è un retaggio del passato ed è un elemento essenziale della cultura
haida e tlingit. La preparazione per la caccia, la condivisione delle risorse con la
comunità, la lavorazione del pesce per conservarlo, la scansione della vita secondo le
stagioni,
La pratica di queste tradizioni rafforza la tribù nel suo insieme.
Lattacco alla sussistenza è un attacco diretto alle comunità dei nativi, che
definiscono la propria cultura e mezzi di sostentamento attraverso lo stile di vita della
sussistenza.
Sviluppi della questione della sussistenza
Nel 1867 gli Stati
Uniti compravano lAlaska dalla Russia. Il trattato di cessione stabiliva che i
nativi non dovevano essere disturbati nel loro uso ed occupazione della terra loro
riconosciuta.
LAlaska diveniva uno stato nel 1959, in virtù di un atto che poneva, come
condizione allingresso dellAlaska nella federazione, la rinuncia del nuovo
stato ad ogni diritto e titolo su qualsiasi terra o proprietà (inclusi i diritti di
pesca) dei nativi.
Lo stato dAlaska ignorò questa clausola e cominciò a promulgare le sue leggi sulla
gestione di pesca e caccia con effetto su tutti i suoi abitanti, senza riconoscere i
preesistenti diritti degli indigeni.
Nel 1971 il Congresso emanava l "Alaska Native Claims Settlement Act
(ANCSA)", con il quale si dava finalmente risposta alle richieste dei nativi di terra
e di riconoscimento di ogni diritto di caccia e pesca esistente. Nellatto non veniva
fatto esplicito riferimento ai diritti alla sussistenza, ma in un rapporto allegato
allANCSA veniva espressa lintenzione di provvedere a quelle misure necessarie
a proteggere i bisogni di sussistenza dei nativi dAlaska.
Dal momento che lo stato dellAlaska aveva dato prova di scarsa volontà
nelladempiere alla raccomandazione del rapporto allegato allANCSA, il
Congresso aggiungeva un apposito capitolo (Titolo VIII) all "Alaska National
Interest Land Conservation Act" dell 80. il Titolo VIII stabiliva che venisse
riconosciuta la priorità agli usi di sussistenza dei residenti dellAlaska
"rurale" su ogni altro tipo di uso (commerciale o sportivo) di pesce e
selvaggina su suolo pubblico federale.
Come compromesso, il Congresso concedeva allo Stato di continuare a regolamentare pesce e
selvaggina su suolo pubblico federale, a condizione che lAlaska adottasse uno
statuto che rendesse il Titolo VIII dellANILCA applicabile anche sul suolo pubblico
statale.
Nel 1990, il governo federale interveniva nuovamente sulla questione avocando a sé la
regolamentazione di caccia e pesca su territorio federale, in risposta alla continua
violazione del governo statale al Titolo VIII dell ANILCA.
La caccia su suolo federale tornava subito sotto il controllo centrale, mentre la pesca
restava per il momento responsabilità dello stato, a causa di un procedimento penale in
corso proprio sulla questione della sussistenza. Il processo si chiudeva con una sentenza
che privava il governo statale della competenza sulla pesca e attribuiva la materia al
governo federale.
Il provvedimento veniva, però, bloccato dal Congresso e nel 1998 veniva concessa una
moratoria, nel tentativo di dare unulteriore chance al governo dellAlaska che,
provvedendo finalmente ad adottare seri provvedimenti in favore della sussistenza dei
nativi, avrebbe evitato di vedersi togliere dal governo federale la competenza in materia
di caccia e pesca.
Nonostante siano già trascorsi due anni, lAlaska non si è mossa in questa
direzione e la pesca di sussistenza è ancora negata ai nativi.
Nel frattempo la caccia di sussistenza su suolo federale è protetta dalla legge federale,
ma i villaggi che dipendono da selvaggina situata su suolo statale o privato non ricadono
sotto la protezione del Titolo VIII dellANILCA.
La situazione presente minaccia la sopravvivenza di una ventina di comunità.
I nativi dAlaska hanno da sempre chiesto di partecipare alle discussioni sulla
sussistenza, ma non sono mai stati invitati a farlo.
In risposta a questa loro mancanza di partecipazione al processo di decisione, più di
novecento rappresentanti di villaggi e tribù si sono dati appuntamento ad Anchorage nel
1997 per un summit sulla sussistenza dei nativi.
I partecipanti alla conferenza hanno approvato una risoluzione che rappresenta la
posizione unitaria dei popoli nativi dellAlaska, riguardo alla questione della
sussistenza, e che può essere riassunta nella richiesta di partecipazione ad ogni
successiva fase di discussione e nella pretesa che ogni nuova proposta per la risoluzione
della materia venga approvata da rappresentanti delle nazioni dellAlaska.
La strategia incoraggiata dal Consiglio delle Nazioni Haida e Tlingit per ottenere il
riconoscimento della preferenza della sussistenza è quella della citazione in giudizio
dello Stato dellAlaska in relazione a singoli casi (es. contro una multa per
violazione di leggi statali sulla caccia), così da creare una consistente letteratura in
materia (quasi sempre favorevole alle posizioni dei nativi), che possa costituire il
precedente per dettare una nuova legge estendibile a tutto il territorio dellAlaska.
I nativi dAlaska, inoltre, contestano la tesi secondo la quale la preferenza della
sussistenza dovrebbe essere basata su un sistema di bisogni individuali.
Nelle aree rurali, le famiglie con redditi più alti sono, infatti, quelle che
maggiormente procurano risorse di sussistenza. La pratica tradizionale della condivisione
delle risorse, tuttoggi in uso, consente alle famiglie più povere, solitamente
composte da anziani o da madri con bambini che non hanno tempo o non sono in grado di
cacciare o pescare, di servirsi del cibo procacciato da altri membri del villaggio.
Per questo, limitare lattribuzione della preferenza alle famiglie più povere
taglierebbe fuori da pesca e caccia di sussistenza proprio gli individui più produttivi
per lintera comunità.