Per gli Innu, i
sogni sono visioni. Per luomo bianco, le visioni sono allucinazioni
Jimmy Nui, Davis Inlet
Nitassinan
Gli Innu, fino a pochi
decenni fa conosciuti come Montagnais oppure Naskapi , vivono nel
nord-est del Canada divisi tra il Québec, territorio di lingua francese, e la
penisola del Labrador, dove si parla linglese: la terra natale viene chiamata
Nitassinan nella lingua degli aborigeni. Nitassinan è una regione caratterizzata da un
clima particolarmente rigido, di tipo subpolare, e il territorio si presenta del tutto
inospitale agli occhi di un europeo: un immensa distesa di foreste e rocce,
ricoperte da neve e ghiacci per più di otto mesi allanno.
Chi erano
e chi sono
Innu significa
essere umano ed è la parola con cui questo popolo chiama se stesso.
Nonostante lapparente somiglianza tra le parole Innu e
Inuit, tra le due non cè relazione. In termini linguistici e culturali,
gli Innu sono il sottogruppo orientale dell etnia Cree, la quale vive nelle foreste
nordboreali tra lOceano Atlantico e le Montagne Rocciose. I Cree fanno parte della
famiglia linguistica degli Algonki, antica popolazione di cacciatori-raccoglitori
originaria della penisola del Labrador: da essi discendono anche i Mikmaq
dellisola di Terranova e i Beothuks, estintisi nel secolo scorso. La lingua di ceppo
algonquian che parlano gli Innu si chiama innu-aimun.
Gli Innu si dividono principalmente tra quelli
delle foreste e quelli della tundra. I primi vivono nel sud-ovest della penisola del
Québec-Labrador e dipendono da animali relativamente sedentari, come castori, alci, orsi,
istrici, lepri e pesci lacustri . Essi vivevano in piccoli gruppi multifamigliari
allinterno di una regione delimitata, nellambito della quale si spostavano
frequentemente. I secondi, i Mushuau Innu, del
nord-est della penisola, sono dipendenti principalmente dalle mandrie migratorie di
caribù. Nel passato erano soliti riunirsi dove i caribù si radunavano in gran numero, in
luoghi come Indian House Lake nel nord del Québec, vicino al confine con il Labrador, ma
per la maggior parte del tempo erano dispersi in piccole comunità. Sebbene questi due
gruppi condividano elementi basilari di una stessa cultura, i loro stili di vita
differiscono in alcuni aspetti, soprattutto per quanto riguarda lorganizzazione
sociale e alcune pratiche e credenze religiose.
Originariamente, gli Innu
erano cacciatori nomadi che trascorrevano la maggior parte dellanno
nellentroterra, raggiungendo le coste
soltanto per brevi periodi durante lestate. Gli animali, e in modo particolare il
caribù, erano al centro della vita degli Innu come fonti di cibo, vestiario e utensili.
Gli Innu percorrevano grandi distanze, soprattutto quando la cacciagione era scarsa,
vivevano in piccole comunità e avevano una profondissima conoscenza dellenorme
penisola del Québec-Labrador. Gli Innu utilizzavano canoe di corteccia, racchette da neve
e slitte per i loro spostamenti e vivevano in diversi tipi di abitazione ricoperte da
cortecce o pelli di animali, oppure in tende coniche, chiamate mitshuap. Le attrezzature
per le abitazioni e gli utensili da caccia erano facilmente trasportabili e sono la
testimonianza di un perfetto adattamento alle caratteristiche ambientali e climatiche del
Labrador subpolare: gli Innu avevano sviluppato grandi abilità nella lavorazione e
nelluso di legno, pietra, ossa e delle pelli. Oggi gli Innu si servono anche delle
moderne tecnologie, come motoslitte o ricetrasmittenti, per rendere più agevole la vita
nelle foreste, ma ciò non ha provocato labbandono della propria lingua e cultura da parte di questo popolo.
Oggi ci sono più di 16000
Innu che vivono in undici comunità in Québec e nel Labrador. Le due comunità del
Labrador sono Sheshatshiu, sul lago Melville e Utshimassit (Davis Inlet). La popolazione
di Sheshatshiu è costituita da circa 1000 abitanti e quella di Utshimassit da circa 500.
Queste due comunità insieme costituiscono la Innu Nation, che rappresenta la gente Innu
del Labrador nel resto del mondo.
Vita tradizionale
I valori degli Innu sono
radicati in una complessa cosmologia che contrasta fortemente con la tradizione
giudaico-cristiana e scientifica propria degli Euro-canadesi. Gli Innu, come molte altre
popolazioni indigene, credono che luniverso sia pervaso da potenti forze spirituali
che influiscono profondamente sulle loro vite: riconoscere queste forze è così
importante per la sopravvivenza come saper
interpretare i cambiamenti del tempo o il mutare delle stagioni.
Anima della cultura innu è
il continuo contatto con gli animali, centro delleconomia (in senso lato) e base
delle tradizioni religiose. La religione degli Innu, che è sopravvissuta fino ad oggi
nonostante le battaglie condotte dalla Chiesa cattolica, insegna che gli animali sono
esseri spirituali. Gli spiriti più importanti, infatti, sono i padroni degli
animali, che controllano il caribù e le altre specie aiutando gli Innu a sopravvivere.
Gli Innu, in cambio, devono distribuire scrupolosamente la carne fra di loro e dimostrare
il proprio rispetto per gli spiriti seguendo determinate regole: le ossa delle gambe del
caribù, per esempio, devono venire accuratamente conservate e il midollo mischiato a
grasso per preparare un cibo sacro, chiamato mukushan, durante la festa cerimoniale
successiva alla caccia. Il gettare via queste ossa sarebbe profondamente irrispettoso nei
confronti di kanipinikat sikueu (spirito
padrone del caribù, e quindi il più importante fra i padroni), il quale potrebbe
esprimere la sua rabbia impedendo agli Innu la caccia o addirittura facendoli ammalare.
Gli Innu credono che gli animali si offrano volontariamente per essere uccisi e per questo
motivo vengono trattati dai cacciatori con molto rispetto. Questi credono che, finché non
uccideranno gli animali senza un motivo, non sprecheranno la carne e tratteranno i loro
cadaveri nella maniera ritualmente giusta, la cacciagione sarà abbondante ogni anno.
La religione tradizionale,
gran parte della quale è composta da leggende, è
finalizzata soprattutto alla richiesta di assistenza durante la caccia oppure alla comunicazione con spiriti ritenuti in
grado di controllare differenti gruppi di animali o determinati fenomeni atmosferici. Gli
Innu si servivanono di diverse forme di divinazione, la più conosciuta delle quali è la
kutshapatshikan, o tenda che si scuote. Durante questo rito, lo sciamano, allinterno
di una tenda appositamente costruita e ricoperta con pelli di animali, si metteva in
contatto diretto con gli spiriti padroni degli animali, per farsi spigare da loro le
ragioni della scarsezza della cacciagione. La cerimonia poteva andare avanti per ore e
raggiungeva il suo momento culminante quando lo sciamano parlava con gli spiriti: in quel
momento la tenda cominciava a scuotersi e a sbattere violentemente, i presenti udivano un
rumore simile a quello del vento e lo sciamano cominciava a parlare in una lingua
sconosciuta. Alla fine, lo sciamano, esausto per lo sforzo, era in grado di spiegare agli
altri i motivi per cui gli spiriti erano adirati e come si potava porvi rimedio.
Per mettersi in contatto
con gli spiriti, gli Innu interpretano anche i sogni e usano cantare canzoni ispirati dai
sogni, accompagnandosi con un tamburo.
Unaltra
caratteristica della cultura innu, profondamente diversa da quella cristiana, è che,
invece di far risalire le origini e la natura delluniverso ad una singola e coerente
teoria, essa spiega e accetta vari aspetti e fenomeni attraverso un gran numero di storie.
Per esempio le storie di Kuekuatsheu , una figura truculenta, astuta e imbrogliona, si
soffermano sullimprevedibilità della vita e sono ricche di elementi bizzarri
(libertà sessuale, inganni, sotterfugi). I racconti sull eroe, trucidatore di
mostri, Tshakapesh,invece, evidenziano limportanza dellaltruismo e del
coraggio. Un terzo ciclo leggende, che include una delle più importanti storie innu,
Luomo che sposò un caribù, si focalizza sullamorevole e
interdipendente relazione che cè tra gli uomini e gli spiriti degli animali.
La storia
Ci sono testimonianze
dellesistenza degli Innu nella penisola del Labrador, che risalgono a 1300 anni a.C.
I primi contatti tra gli
Innu e gli europei ebbero luogo verso la fine del 10° sec., quando alcuni vichinghi
norvegesi si spinsero fino all isola di Terranova e vi rimasero per qualche tempo.
Bisognerà attendere altri cinquecento anni prima che un altro europeo, Caboto, nel 1497,
metta piede su queste terre.
Durante il secolo
successivo i rapporti tra innu ed europei cominciarono ad intensificarsi, soprattutto
attraverso il commercio di carni e pellicce pregiate e, a causa della pescosità del mare
al largo delle coste dellisola di Terranova, già verso la fine del 500
numerose navi da pesca europee si spingevano in queste acque nei mesi estivi.
Allinizio del
600 questi contatti di tipo informale tra popolazioni locali e commercianti europei
vennero sottoposti alle leggi di Francia e Inghilterra. Il commercio delle pellicce stava
diventando estremamente redditizio e le grandi potenze del Vecchio Continente cominciarono
a regolamentarlo e controllarlo: la conquista di questo mercato era vista come la chiave
della dominazione coloniale nellestremo nord-est americano.
All interno di questo
quadro, gli aborigeni venivano meramente sfruttati per la fornitura delle pelli e venivano
costretti con la forza a prestare assistenza militare a una corona o allaltra.
Questo aspetto però, toccò solo marginalmente gli Innu del Labrador, a causa dell
inospitalità delle terre che occupavano, e fu invece alla base della decimazione degli
Innu del New England e dello sterminio dei vicini Beothucks nel 19° sec. Le tribù che
trascorrevano linverno cacciando nelle
regioni interne (Nutshimit) e che raggiungevano le coste solo destate per portate le
pelli ai trafficanti, furono quelle che più di tutte riuscirono a sottrarsi alla
colonizzazione culturale degli europei: i Mushuau Innu ne sono un esempio.
Non conoscendo luso
della moneta, gli Innu scambiavano le pelli degli animali con beni di provenienza europea,
e questo cominciò a minare la loro autosufficienza. Seppure in misura diversa a seconda
dei casi, gli Innu stavano perdendo gran parte della loro autosufficienza nei confronti
del mondo esterno. Nel corso del 19° sec. molti non riuscivano più a fare a meno di quei
beni che i commercianti europei fornivano loro in cambio delle pelli: i traffici avevano
creato negli indigeni dei bisogni artificiali, sconosciuti fino a pochi
decenni prima. Questo permetteva ai commercianti di tenere gli Innu al giogo obbligandoli
a fornire un numero di pelli sempre maggiore.
Il 20° sec. vide aumentare
notevolmente gli abusi sugli Innu da parte di colonizzatori non-Innu, i cosiddetti
Akanishau(che parla linglese = bianco). Nel 1927, il Comitato
Giudiziario del Consiglio
della Corona a Londra rafforzò ancora il controllo coloniale, tracciando arbitrariamente
un confine politico in mezzo a Nitassinan. In questo modo venne creato una separazione tra
membri della stessa famiglia alcuni dei quali si ritrovarono sotto la giurisdizione del
Québec, parte francofona della confederazione Canadese, mentre i loro parenti abitavano
nel Labrador, parte della colonia britannica di Terranova.
Nel 1949 i territori di
Terranova e Labrador vennero ceduti dallInghilterra al Canada: da questo momento
ebbe inizio la penetrazione massiccia di elementi non-Innu in queste aree e l
imposizione del modello di vita euro-occidentale.
Akanishau
Con il passaggio al Canada
dei territori occupati dagli Innu, questi ultimi vennero fatti oggetto di un processo di sedentarizzazione forzata. Le
autorità canadesi, infatti, ritenevano che non fosse accettabile che in un paese
civilizzato vivessero popolazioni nomadi non scolarizzate e dedite quasi
unicamente alla caccia.
Oggi si ritiene che proprio
questo processo di sedentarizzazione forzata stia alla base della distruzione della
cultura Innu. Già alcuni missionari, secoli addietro, avevano provato a rendere gli Innu
un popolo stanziale, ma i loro erano stati tentativi isolati e non avevano inciso molto
sulla vita di questo popolo. Allinizio degli anni 50, invece, le autorità
canadesi misero in atto un progetto ben preciso, volto a far stanziare gli Innu in zone
delimitate del territorio per poter eventualmente sfruttare le aree liberate per scopi
economicamente redditizi (come la costruzione di miniere e dighe). Oltre a ciò, vennero
esercitate forti pressioni affinché gli Innu abbandonassero la pratica della caccia,
considerata alla stregua del vagabondaggio, e
si dedicassero ad attività più proficue: il cacciare tramite luso di
moderne trappole, per esempio, era visto abbastanza di buon occhio, perché permetteva di
raccogliere un gran numero di pelli in poco tempo (tecnica molto più efficace di quelle
uste dagli innu).
Il governo voleva che gli
Innu si sedentarizzassero al fine di tenerli più facilmente sotto controllo e per
integrarli con il resto della popolazione canadese. Gli indigeni, da parte loro, non
avevano idea di che cosa significasse essere un popolo stanziale, perché lunico
stile di vita che conoscevano era quello nomade. Molti di loro, quindi, vissero
linizio della sedentarizzazione senza effettivamente rendersi conto di che cosa ciò
comportasse. Gli Innu, inoltre, sono sempre stati abituati ad adattarsi agli improvvisi
mutamenti del tempo o a seguire i branchi di caribù per potersi cibare e questo ha fatto
sì che qualsiasi pensiero o progetto a lungo termine fosse per loro inconcepibile. Così
come non poteva essere compreso da un Innu,
il funzionamento del sistema pubblico di assistenza sanitaria: nessun Innu sapeva che cosa
fosse un ospedale. Il medico della tribù era impersonato da uno sciamano che si procurava
le erbe curative durante i continui spostamenti sul territorio. La costruzione di moderne
strutture ospedaliere non ha migliorato le condizioni di vita degli Innu, anzi, recenti
statistiche dimostrano come le mortalità infantile che colpisce questo popolo sia
decisamente più alta della media canadese e che laspettativa di vita di un innu sia
sensibilmente inferiore alla media nazionale.
Con linizio della
sedentarizzazione, gli Innu sono stati anche costretti ad instaurare rapporti
politicamente stabili con le autorità federali e provinciali: il Dipartimento Provinciale
per gli Affari del Labrador Settentrionale è lorgano preposto ad esercitare un
controllo diretto sulle comunità innu. A partire dagli anni 70, in nome del
principio di autodeterminazione, le autorità canadesi hanno permesso agli Innu di
eleggere dei capi all interno delle proprie comunità, affinché
potessero partecipare in una qualche misura alle decisioni che li riguardano, soprattutto
in materia di rivendicazioni territoriali. Questi capi sono una sorta di mediatori
culturali, autorizzati a prendere decisioni in nome degli altri membri della comunità. In
realtà la figura del capo è profondamente estranea alla cultura innu: il
ruolo sociale che più gli somiglia è quello dello utshimau. In genere lo utshimau era una persona di
riconosciuta esperienza alla quale ci si poteva rivolgere in caso si dovessero prendere
decisioni importanti; egli, tuttavia, non faceva altro che comporre le posizioni delle
varie parti, senza imporre a nessuno le proprie decisioni. Insomma, in lui si rispecchiava
la volontà della comunità. Quindi, le persone che oggi sono state designate al ruolo di
leader, soffrono spesso di un grave conflitto interiore: da un lato devono sforzarsi di
comprendere il modo di vita degli akanishau, per poter trattare con loro, e dall
altra devono interpretare al meglio le
esigenze degli Innu per poter aiutare il proprio popolo. Molti vivono una situazione di
profondo disagio a causa della difficoltà delle decisioni che sono chiamati a prendere,
soprattutto quando queste non sono condivise dai membri più anziani della comunità.
Linvasione
La vita degli Innu, non è
stata stravolta soltanto dalla sedentarizzazione forzata, ma anche dallassalto di
Nitassinan da parte degli euro-canadesi.
Uno dei principali motivi
di protesta degli Innu è costituito dal complesso
idroelettricodelle Cascate Curchill (Patshetshunau). Prima della creazione
dellimpianto, nel 1972, la maestosità di queste cascate era paragonabile a quella
delle Niagara Falls. Il progetto ha comportato la deviazione di numerosi corsi
dacqua provocando la diminuzione della portata dei molti fiumi, oltre
allallagamento di oltre 4130 km2, al centro dei territori di caccia degli
Innu. Ciò ha portato alla perdita, non solo dei terreni di caccia, ma anche di luoghi di
nascita e di sepoltura che, ovviamente, rivestono un grandissimo valore e significato per
gli Innu. Il principale canale navigabile degli Innu, che portava a est di Meshikimau è
stato privato dellacqua, riducendo i fiumi e i torrenti, e alterando lhabitat
dei pesci e degli altri animali. Questo progetto ha sconvolto una vasta area, che si
estende molto oltre i limiti della riserva. Oggi Nitassinan è minacciata da ulteriori
progetti idroelettrici, in particolare lespansione del complesso delle Cascate
Churchill al Fiume Churchill Inferiore. Se questo progetto verrà realizzato, porterà
alla creazione del secondo complesso idroelettrico al mondo per grandezza, la costruzione
di due dighe e la deviazione di due dei fiumi più utilizzati dagli Innu (il Romaine e il
St. Jean). Inoltre verranno installate linee dellalta tensione che attraverseranno
il Québec da nord a sud. Gli Innu sono molto frustrati dal fatto che le autorità
conducano trattative con compagnie private per lavanzamento di questi progetti,
senza consultare i nativi, originari abitatori di queste terre.
Nel 1979 il Canada ha
concesso alla NATO luso della base aerea di Goose Bay, costruita durante la Seconda
Guerra Mondiale, per laddestramento al volo a bassa quota e al bombardamento da
parte di aerei militari. Una parte delle esercitazioni al bombardamento avvengono nella
zona di Minainipi e di Seal Lake, entrambe aree predilette dagli Innu per la caccia
primaverile. Inoltre, dal 1979, quando questi sono iniziati, i voli a bassa quota sono
andati aumentando sempre più di numero, raggiungendo il picco di 7355 nel 1992. I voli a
basa quota disturbano particolarmente la popolazione Innu e gli animali perché vengono
effettuati a circa trenta metri da terra e hanno un impatto distruttivo nellarea di
Nutshimit, lultimo posto dove gli Innu possono ancora essere liberi di praticare il
loro proprio stile di vita. Gli indigeni si sono sempre battuti affinché queste
esercitazioni venissero vietate nelle terre degli Innu, ma il governo canadese non sembra
aver dato molto ascolto a queste proteste:al contrario, nel 1996 esso ha sottoscritto un
accordo che autorizza la NATO ad effettuare fino a 18000 uscite in volo allanno,
ampliando larea interessata. Questo è un problema che sta molto a cuore alle
popolazioni locali perché i voli a bassa quota, non solo disturbano le attività legate
alla caccia, ma si intromettono anche nel rapporto tra gli Innu e il loro ambiente. E
purtroppo le autorità governative sembrano considerare Nutshimit non come il centro del
mondo degli Innu, ma semplicemente come una terra disabitata e quindi sfruttabile per gli
scopi del Canada e dei suoi alleati.
Il terzo grande motivo di
contestazione al governo nei confronti degli Innu interessa le miniere di Voiseys
Bay (Eimish) a nord di Davis Inlet (Utshimassits) . Qui, nel 1994, è stato scoperto il
più grande giacimento di nichel del mondo e la zona è diventata oggetto di un progetto
miliardario di sfruttamento. Senza che venisse preventivamente chiesto il consenso agli
Innu, sono cominciati dei lavori di esplorazione che vengono portati avanti anche nelle
principali aree di caccia e di pesca, come il lago Meshikimau. Molti Innu sono nati in
queste zone e hanno dei parenti sepolti lì. I gruppi di protesta degli Innu sottolineano
come queste attività minerarie avranno un impatto culturale devastante e provocheranno un
immenso danno ambientale, inquinando laria, lacqua e la terra, e distruggendo
larea dove essi una volta cacciavano. Questa situazione è aggravata dal fatto che
le compagnie minerarie stanno individuando altre zone ricche di giacimenti minerari e omai
si può dire che tutta la regione di Nitassinan è interessata dal problema. Gli Innu
hanno stilato in questi anni migliaia di documenti di protesta e hanno costituito l
Innu Nation Task Force on Mining Activities proprio per ostacolare il
proseguimento delle attività minerarie allinterno di Nitassinan.
Come si può vedere, i nodi
delle proteste portate avanti dagli Innu nei confronti del governo canadese sono
abbastanza peculiari e vanno al di là del semplice desiderio di riappropriazione delle
terre natie. Dietro la colonizzazione di Nitassinan da parte degli akanishau
ci sono dei fortissimi interessi economici che, finora, hanno impedito la creazione di una
Nunavut* innu.