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Area di Ricerca: Subartica Boreale (Canada, Alaska & Groenlandia)
1. Introduzione. Ho scelto di analizzare l'area Subartica Boreale in genere per una
passione delle "Culture del Freddo", resasi concreta in quasi due anni trascorsi
ai margini della Lappland Svedese in una delle Università più a Nord del mondo: Umeå
Universitet in Svezia, 200 Km a Sud della linea del Circolo Polare Artico.
2. Gli Inuit
Sicuramente più noti come Eschimesi, sono gli abitanti di quelle terre a nord del mondo che rientrano nella generale definizione di 'Artico'. L'Artico non esiste come un vero e proprio territorio. E' in realtà un oceano ghiacciato (collegato con il Pacifico dallo stretto di Bering e con l'Atlantico) "circondato" d'isole e dalle coste dei paesi confinanti: Groenlandia, Alaska, Siberia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Islanda Il termine Eschimesi che significa 'mangiatori di carne cruda', veniva originariamente utilizzato, in senso dispregiativo, dalle tribù indiane algonchine del America settentrionale per designare le popolazioni residenti nelle zone più settentrionali, presso le quali il consumo di carne cruda era, effettivamente, abituale. In realtà, gli abitanti dell'Artico definiscono se stessi 'Inuit', termine che nella loro lingua (il linguaggio Inuktitut) significa 'uomini'. Esso è infatti la forma plurale di Inuk vale a dire 'uomo'. Gli Inuit occupano un'area piuttosto vasta, che comprende l'Alaska e il tratto della Siberia che si affaccia sullo stretto di Bering, il nord Canada e la Groenlandia. Se racchiudere il senso di una cultura in poche definizioni sistematiche è certamente un'impresa difficile, la situazione si complica ulteriormente per le culture che, come quella Inuit, hanno sperimentato trasformazioni spesso traumatiche, derivanti dal contatto con i bianchi e, in alcuni casi, da periodi di colonizzazione. Per molti secoli, gli Inuit hanno vissuto in un isolamento quasi totale. Nonostante qualche contatto, breve e limitato, con i primi esploratori è stato solo dopo larrivo delle flotte baleniere del secolo scorso che gli Inuit hanno avuto rapporti sociali, costanti e significativi, con gli europei. Lintensificazione dei rapporti con il mondo occidentale ha determinato per gli Inuit, come per molti altri gruppi culturali, una serie di trasformazioni dei modelli di vita tradizionali che, per l'estrema rapidità con la quale si sono verificati, hanno spesso avuto un effetto traumatico su questa popolazione. Dagli anni cinquanta, gli organismi governativi europei e americani cominciano ad esercitare una crescente attività di intervento e di controllo sui territori inuit, che si traduce in un sempre maggiore coinvolgimento di questi popoli nell'economia di mercato. Gli insediamenti tradizionali vengono in alcune zone sostituiti da villaggi sorti in prossimità di basi militari o zone commerciali controllate dai bianchi, che si servono degli Inuit come di una fonte di manodopera a basso costo. Le nuove esigenze economiche e sociali, in molti casi incompatibili con i valori tradizionali, danno origine a tensioni e a fratture che lacerano il tessuto culturale, talora in modo drammatico. Attualmente, un numero considerevole di Inuit vive in centri urbani situati in varie zone del Canada, dell'Alaska e della Groenlandia. Molti di loro sono impiegati nelle strutture lavorative create dai bianchi, ma sono numerosi i casi in cui queste minoranze vivono ai margini della società, vittime di alcolismo e disoccupazione. La caccia e la pesca sono comunque ancora alla base del commercio e dell'alimentazione degli Inuit. La cattura danimali da pelliccia e la caccia alle foche sono ancora praticate, sebbene la politica per la protezione degli animali da pelliccia abbia notevolmente ridotto il valore di queste industrie un tempo assai redditizie. L'economia degli Inuit è oggi molto più diversificata di quanto non lo fosse in passato. C'è stata, per esempio, una forte richiesta di sculture e incisioni, un'arte in cui gli Inuit hanno raggiunto rinomanza internazionale. Queste opere, vendute generalmente tramite cooperative, costituiscono una costante fonte di guadagno per molte comunità. La crescita delle comunità Inuit ha procurato posti di lavoro nei servizi, nelle industrie e negli uffici statali. Alcune di queste comunità sono purtroppo troppo lontane per accedere ai principali mercati del lavoro e quindi il problema di diversificare ulteriormente l'economia e fornire significative possibilità di lavoro per i giovani resta uno dei problemi ancora da risolvere.
In Generale (Siti non legati a particolari aree geografiche o Stati-Nazione)
Sezione di un sito tendente molto più al faceto che al serio. Al di fuori del contesto del riscatto ma utile per capire alcuni aspetti della cultura Inuit. Allinterno della grande raccolta di "leggende urbane" troviamo la domanda: "ma è vero o no che gli Inuit utilizzano sessanta parole per definire i concetti ghiaccio, neve e freddo?". Ecco la risposta: quasi!
Nonostante il Dominio Internet ".com" è il Sito della Organizzazione non Governativa (NGO), "no-profit" ICC, rappresentativa delle Popolazioni Inuit di Russia (regione di Chukotka), Usa (Alaska) e Danimarca (territori della Groenlandia), che si occupa di tematiche ambientali, di Sviluppo sostenibile ed argomenti Ecologici in genere: Variazioni climatiche, trasporti e stoccaggi di scorie nucleari e petroliferi, e prevenzione da inquinamento che possono in qualche modo interessare gli Inuit. Non offre alcuna serie di Link tematici o di nessun altro genere.
Inuit and Artic People è un sito molto interessante e di grandi dimensioni che si compone principalmente di una serie di Link di studi sulle Popolazioni Inuit ed Eskimo in generale in vari contesti tra cui principalmente la diffusione di queste culture nelle aree Alaska, territori canadesi del Nord Ovest e Groenlandia. Le grandi dimensioni di questo sito sono giustificate dal fatto che rappresenta in se stesso una grande raccolta di articoli di diverso argomento quali il colonialismo e lo sfruttamento dei vari territori visto dal punto di vista degli indigeni o un raccolta di "ethnografic portraits" di diverse etnie del nord del continente Americano. Il sito non è di carattere commerciale e si propone di essere esaustivo a proposito degli argomenti presentati
Sito sponsorizzato dallUniversità del Connecticut curato da unéquipe di antropologi delle aree Subartiche che si propone di espandere questo tipo di conoscenze a studenti, pianificatori ecologici, educatori, policy makers e chiunque sia interessato ad approfondire tali argomenti. Contiene a mio avviso la migliore classificazione di tutte le culture Subartiche di ogni regione : dagli Inuit alaskani fino ai Saami (Lapponi) di Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia. Offre anche un servizio di notizie su tali argomenti, una vastissima serie di Link di argomenti correlati e collegamenti a organizzazioni No-Profit nGO ed anche GO. Anche se un occhio di riguardo è dato ai temi di importanza Ecologica, a mio avviso è il sito più attivo nellambito del Riscatto dei popoli indigeni del Nord. E stato definito "Best Site" del suo genere da numerose organizzazioni online e motori di ricerca. In due parole : Da Visitare.
Home page del sito del Museo di Storia Naturale (Smithsonian Institute) sezione dedicata agli studi Artici. Questa sezione del museo si propone di preservare la cultura delle Popolazioni Artiche. Il sito è diviso in diverse sezioni riguardanti parti scientifiche a carattere prevalentemente ecologico, esibizioni permanenti sullarte e culture locali, promozioni di programmi educativi che coinvolgano i Nativi, una parte dedicata allarcheologia artica, collaborazioni con antropologi russi per lo studio della popolazione Nenets e con antropologi giapponesi per uno studio comparato sugli Ainu. Da segnalare un importante articolo sugli studi Genetici su popolazioni siberiane, e una toccante lettera ad una giovane ragazza sui contatti tra europei, yankees e nativi alaskani.
Canada Settentrionale
"Our goal is to give Inuit control of their destiny, strengthen their unity, and promote Inuit culture, language and values." Sito di unassociazione che rappresenta gli interessi di circa 21000 nativi Inuit, riconosciuta legalmente dalle tribù e dal governo canadese, creatasi con la restituzione di parte dei Territori del Nordovest (Nunavut). Si propone come obiettivo primario limplementazione del trattato di restituzione della terra, rispetto dellambiente, riconoscimento di ogni tipo di diritti per i Nativi fungendo da mediatore tra le varie tribù ed il governo canadese. Sito completo ed esaustivo, offre alla pagina http://www.tunngavik.com/site-eng/nlca/nlca.htm la stesura finale dellaccordo di restituzione del Nunavut.
Associazione analoga alla Tungavik, fondata nel 1971 che ha come obiettivi primari il rappresentare gli Inuit canadesi nel reinserimento dei Territori restituiti, preservare e promuovere lunità dei Nativi Inuit affinché possano parlare come una sola voce, collaborare con lICC per sottoporre le tematiche e problematiche Inuit allattenzione internazionale, rappresentare gli interessi anche degli Inuit che vivono al di fuori dei territori del Nordovest, e prendere misure insieme alle altre associazioni di Nativi esistenti per promuovere la cultura la storia ed il linguaggio Inuit. Le diverse tematiche sono divise in sottosezioni riguardanti la cultura, lambiente, la salute, la politica i giovani e lo sviluppo sostenibile.
Come ITC e Tungavik, Makivik è unassociazione che rappresenta gli interessi di circa 9000 Inuit che però sono stanziati nel territorio del Nunavik nelle regioni settentrionali del Quebec restituite ai nativi nel 1978 con il "James Bay and Northern Quebec Agreement". Offre ai visitatori diverse sezioni riguardanti la storia del trattato di restituzione, la storia degli insediamenti Inuit nella regione, rivendicazioni politiche ed ambientali (soprattutto rivolte alla costruzione della nuova diga di Caniapiscau Rivers). Un intero sotto-sito è dedicato al festival Nativo del Quebec che si sta tenendo in questi giorni (Giugno 2000).
Pagina analoga alle precedenti dedicata però al territorio dellInuvialuit a ovest del Nunavut rinegoziato e ceduto nel 1984. I propositi dichiarati di questa associazione completamente controllata da Nativi sono di ricevere compensi in terra e denaro dovuti allapplicazione del trattato del 1984 agli Inuit e reinvestirli in compagnie gestite e/o possedute da Inuit. IRC dirige anche un programma destinato a sviluppare formazione professionali per i giovani, preservare e promuovere la cultura Inuit e di essere un garante ufficiale tra il governo canadese e gli abitanti del territorio.
Sito ufficiale del Governo sul territorio Nunavut. Contiene una lunga serie di documenti ufficiali e FAQ in formato PDF liberamente "scaricabili". Non sembra esserci una partecipazione diretta di nativi alla realizzazione del sito ma si propone di essere un "gateway" su tutte le informazioni riguardanti il Nunavut, dal trattato sulla restituzione alle informazioni turistiche, dai progetti per giovani ad una completa serie di link di associazioni gestite da Nativi.
Versione Online di un settimanale in lingua inglese e inuktituk per gli Inuit del Nunavut fondato nel 1973. Come un qualsiasi giornale online vi sono notizie di tutti i generi con ovviamente un occhio di riguardo alle tematiche di restituzione dei territori ai Nativi e ambientali. Contiene unottima sezione di link e una sezione dedicata alla ricerca di occupazione.
Fondazione no-profit "posseduta" e controllata da Inuit canadesi con lintento di promuovere larte Inuit nel mondo e incoraggiare le nuove generazioni alla produzione artistica. Si compone di un "negozio elettronico", spazi per pubblicità di eventi di rilevanza artistica, e partnership con una rivista cartacea che ne condivide gli intenti ed un college per giovani artisti. Non possiede una sezione dedicata a link di alcun genere.
Sito della Inuit Gallery of Vancouver, galleria darte che si propone di promuovere larte Nativa in tutto il mondo. Limpostazione è prettamente commerciale con una sezione "shopping" per permettere a chiunque di acquistare online. Sia i gestori sia gli artisti sono Inuit canadesi.
Alaska
Unity e un sito di tipo organizzazione no-profit che si propone di promuovere e studiare le differenze positive tra villaggi ed etnie dei giovani nativi americani d'Alaska e di insegnare l'orgoglio tra i nativi Americani d'Alaska. Propone al suo interno una serie un vero e proprio network per collegare tutti i vari siti con lo stesso obiettivo presenti su tutto il territorio Usa.
Sito ospitato e gestito dallUniversità dellAlaska che si propone di fornire un network di assistenza per Nativi Alaskani, organizzazioni governative e educatori per diffondere la conoscenza delle culture Nativoamericane dAlaska. Contiene al suo interno un calendario di Eventi interessanti dal punto di vista Antropologico ed etnografico quali Workshop internazionali, Powwow Festivals, Conferenze e meeting in generale. Contiene anche una sezione dedicata ai decaloghi da osservare, dedicati ad ogni tipologia di visitatori del Sito, per meglio comprendere e/o diffondere le culture Native.
Sito personale curato da nativi di etnia Tlingit che si propone di offrire una serie di links utili per promuovere risorse turistiche, artistiche, governative, ambientali e fratellanze e sorellanze di persone di etnia Tlingit.
Pagina del sito governativo di salute pubblica per le minoranze che si occupa di fornire informazioni ad a Nativi Alaskani su alcoolismo, malattie infettive, neoplasie, malattie da tabagismo, uso e abuso di sostanze stupefacenti ecc. ...
Parte di un sito commerciale che si propone di promuovere larte Nativoamericana proveniente da tutti gli Usa. Questa particolare pagina del sito contiene la raccolta di tutte le Tribù, Villaggi e comunità dAlaska che hanno il diritto di ricevere servizi dal Governo Federale Usa poiché "Entità Native dAlaska".
Sponsorizzato da diversi enti (Alaska Federation of Natives, University of Alaska, National Science Foundation, Annenberg Rural Challenge), questo sito si propone di servire come risorsa per scambiare informazioni relative allesperienza ed al modo di vivere dei Nativi alaskani. Il fine ultimo è quello di aiutare ed assistere Nativi, agenzie governative, educatori ed il pubblico in generale nel guadagnare una accesso alla conoscenza che le popolazioni indigene Alaskane hanno raccolto nel corso dei millenni documentate da biografie, trascrizioni di storie orali, e cortometraggi. Offre suddivisioni e link per ogni tribù Inuit alaskana.
Groenlandia
"Benvenuti a Kalaallit Nunaat, la terra delluomo". Con queste parole si accede a Groenlandia.it, un sito tutto italiano che ci propone di riscoprire la Groenlandia tramite le tradizioni dei suoi abitanti Inuit. Sito ben fatto di piacevole navigazione non è però relativo alla tematica del riscatto.
Articolo di Robert Petersen delluniversità della Groenlandia sulla colonizzazione Danese e sulla successiva convivenza "forzata" tra Indigeni (Inuit) e "Greenlanders" (Danesi). Interessante in quanto unico esempio di Riscatto sul territorio Groenlandese.
Pagina personale ospitata da Geocities sulla religione tradizionale degli Inuit della Groenlandia. Si tratta di un semplice elenco di divinità. Non offre links o altre risorse di sorta.
Conclusioni Alla fine del "massacrante" lavoro di ricerca è tempo di tirare alcune conclusioni. Innanzi tutto non capita spesso di poter soddisfare due passioni in una volta sola: lArtico (un mare di ghiaccio che galleggia intorno a un punto invisibile, il Polo Nord, dove, dicono i popoli delle terre polari, c'è il Chiodo del Cielo, intorno al quale girano le stelle) e la navigazione su Internet (molto più prosaica ma decisamente ricca di suggestione se la si pensa come una novella Torre di Babele). Nel districarsi tra le migliaia e a volte centinaia di migliaia di siti risultati da motori di ricerca qualche risultato degno di nota è stato raggiunto: gli Inuit hanno dimostrato una notevole elasticità nel resistere, assorbire ed adattarsi all'assalto di una cultura molto diversa senza perdere i loro valori tradizionali ed il desiderio di rimanere una società distinta e autonoma anche se la modernizzazione ha profondamente trasformato il loro stile di vita. Al posto delle slitte trainate dai cani sempre di più si vedono le motoslitte, l'arpione è stato sostituito dal fucile. I leggendari igloo, le abitazioni costruite con i blocchi di neve compatta cementati dal gelo, sono stati abbandonati per case con il riscaldamento. Preoccupati di riguadagnare un maggiore controllo sulla propria vita e sul proprio avvenire, gli Inuit negli ultimi tempi hanno cominciato a partecipare più attivamente alla politica. La maggior parte delle loro comunità sono incorporate in circoscrizioni e governate da consigli elettivi, simili a quelli delle municipalità canadesi. Nei Territori del Nord Ovest e nel Nunavut (un nuovo territorio nel nord del Canada, creato nellaprile1999 e comprendente la metà della parte orientale di quelli che sono oggi i Territori di Nord Ovest dove Inuit ed altre popolazioni indigene costituiscono la maggioranza), sono ben rappresentati nell'Assemblea Legislativa e a livello ministeriale territoriale. Nel Parlamento canadese, gli Inuit ora siedono sia alla Camera sia al Senato. Gli Inuit canadesi si sono uniti con quelli della Groenlandia, dell'Alaska e dell'Unione Sovietica per realizzare alla Conferenza Inuit Circumpolare (ICC), un organismo internazionale che si fa interprete delle preoccupazioni e degli argomenti più importanti che riguardano l'intero emisfero artico. Un discorso a parte merita la Groenlandia dove non si registra quasi presenza di Riscatto. Moltissimi sono stati i siti trovati sulla Groenlandia che trattano di viaggi, fotografia e informazioni meteorologiche e turistiche in generale ma nulla curato da Nativi per i Nativi. La Groenlandia pur essendo formalmente territorio sotto il dominio della Corona di Danimarca gode di un notevole grado di autonomia politica ed amministrativa come tutte le municipalità dei diversi Paesi Scandinavi. La presenza degli Inuit Groenlandesi è massiccia allinterno di organizzazioni sovranazionali come ICC e Artic People tanto da rendere superfluo qualsiasi grido di protesta o richiesta di aiuto sulla Rete.
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