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CHI SONO
L'ECONOMIA
NAVAJO
LA
PERSECUZIONE
I CAMBIAMENTI
NELLO STILE DI VITA
QUALE
FUTURO?

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CHI
SONO |
| Gli indiani Navajo
risiedono in una riserva di più di un milione di acri, nella fascia sudorientale degli
Stati Uniti.
Secondo i dati dellultimo censimento del 1990, più di mezzo milione degli
abitanti di questa regione appartiene al popolo navajo e risiede prevalentemente a sud del
fiume San Juan.
Alcuni studiosi ancora dibattono circa la data dingresso dei Navajo nella
zona del sud-est America : molti sostengono che la data del loro arrivo debba essere fatta
risalire al Quattordicesimo secolo, insieme con i People e con i Diné, non appena gli
Anasazi abbandonarono definitivamente il territorio.
La tradizione orale navajo infatti racconta dellinterazione tra questi due
gruppi etnici.
La maggior parte degli antropologi sostiene che verso la fine del 1500 i Dinè
erano sparsi in parte lungo tutta la fascia settentrionale del New Mexico, in parte nel
sud dello Utah, ed in parte al nord dellArizona.
Essi concordano anche sul fatto che i Navajo migrarono dal Canada settentrionale
insieme con alcuni membri Apache, i quali peraltro sono anchessi legati
linguisticamente al ceppo degli Athapaskan.
Alcuni studiosi suggeriscono poi che la separazione tra il "gruppo
settentrionale" e quello migrato verso sud avvenne verso lanno mille, e che la
divisione tra Apaches e Navajos avvenne circa trecento o quattrocento anni fa.
Ad ogni modo questi dati sono approssimativi e capita spesso che vengano messi in
dubbio.
I Navajo in ogni caso rifiutano questa versione dei fatti, sostenendo per contro
che non esista alcun riscontro nelle loro tradizioni orali rispetto questi movimenti
migratori.
La religione navajo insegna infatti che gli antenati viaggiarono attraverso altri
tre o quattro mondi, prima di raggiungere quello terreno, e che infine apparirono sulla
montagna di La Plata, a sud-est del Colorado.
Gli dei crearono le quattro montagne sacre (Blanca Peak ed Hesperus Peak in
Colorado, il monte Taylor in New Mexico ed il S.Francisco Peak in Arizona), dotandole di
poteri soprannaturali che avrebbero reso lintera zona sicura e protetta.
Inoltre gli dei stabilirono che i quattro fiumi circostanti, tra i quali il San
Juan, avrebbero rappresentato i quattro "guardiani di difesa".
Il fiume San Juan gioca un ruolo simbolico molto importante nelle canzoni mitiche
navajo, e rappresenta inoltre la linea di confine oltre la quale inizia il territorio
degli Ute.
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L'ECONOMIA NAVAJO |
| Dal 1600
e fino alla prima metà del 1900 lagricoltura (imparata dai Pueblo) e
lallevamento di cavalli, pecore e capre, inizialmente ottenuti dagli spagnoli,
costituirono le due fonti primarie di sostentamento di questo popolo.
Nei mesi estivi venivano coltivati i campi di granturco e fagioli, ed i pastori
portavano le pecore a pascolare sulle montagne; dinverno si utilizzavano campi
situati ad altitudini inferiori, dovera più facile rinvenire acqua, legna e
protezione dai freddi venti invernali.
Sia la caccia sia la raccolta avvenivano in determinate zone, dove era possibile
trovare cibo e selvaggina in quantità, e secondo prescrizioni tradizionali ben precise.
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LA PERSECUZIONE |
| Spagnoli
e messicani perseguitarono i Navajo specie nella zona a nord del loro territorio, ma fu
non prima del trattato di Guadalupe Hidalgo, alla fine della guerra messicana del 1848,
che gli anglo-americani si organizzarono ad agire contro quelli che definivano "i
delinquenti" Navajo.
Le colonie di Mormoni dello Utah ed i colonizzatori inglesi del New Mexico e
dellArizona reagirono mandando alcune squadre militari armate per fermare la
minaccia.
Kit Carson e lagente indiano Ute Alfred Pfeiffer agirono più subdolamente
incoraggiando lantagonismo, peraltro già fortemente sentito, degli Ute contro i
loro vicini Navajo.
Dopo una lunga serie di campagne militari, ben i due terzi della popolazione si
arresero, e si stima che furono 8000 i Navajo che presero parte al "Lungo
cammino" (The Long Walk), prima di essere infine carcerati a Fort Summer, nel New
Mexico.
Quelli che non si arresero si nascosero nei canyons e sulle montagne per evitare di
essere imprigionati.
Nel 1868 i Navajo tornarono da Fort Summer ed ebbero come residenza una riserva
grande appena un quarto del territorio che apparteneva loro prima della guerra.
Nel corso degli anni i confini della riserva cambiarono diverse volte, ed il più
significativo cambiamento avvenne nel 1884 quando il Presidente Chester Arthur aggiunse
alla riserva le terre a sud del fiume San Juan; nonostante poi i vari cambiamenti politici
degli Stati Uniti, i Navajo mantennero abbastanza il controllo sui propri possedimenti.
Ulteriori estensioni furono fatte fino al 1958.
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I CAMBIAMENTI
NELLO STILE DI VITA |
| Dopo anni di lotte per
laccaparramento delle risorse, il governo alla fine del 1890 aprì domini pubblici
alluso sia dei nativi americani sia degli anglo-americani , ma i Navajo e gli Ute
utilizzavano le terre secondo usi tradizionali che non venivano apprezzati e compresi
dalluomo bianco.
Così il governo impose loro di coltivare e cacciare solo in zone stabilite dalle
autorità e gli impedì inoltre di commerciare nella zona a nord del fiume San Juan.
Spesso per vari motivi i divieti vennero infranti, specie quando alla fine del
1890, il popolo subì limpatto economico negativo della depressione, che colpì
lintera nazione causando la perdita di gran parte dei raccolti.
Dal 1900 alo 1930 i cambiamenti nello stile di vita dei navajo si resero sempre
più evidenti .
Le autorità politiche del distretto nord dello Utah cominciarono ad incoraggiare
un autogoverno dei Navajo (sempre sottomesso ad unautorità superiore); furono
costruiti ponti e strade per consentire il raggiungimento delle più isolate comunità ed
il commercio di manifatture indigene si intensificò e divenne unimportante
attività economica e sociale.
Negli anni 30-40 la popolazione aumentò rapidamente e lo stile di vita
navajo cambiò altrettanto velocemente: lallevamento del bestiame fu fatto
ridimensionare in base ad una decisione del Capo dellUfficio Affari Indiani, e
questo cambiamento traumatizzò la popolazione al pari del triste "Lungo
Cammino" del 1860.
Unaltra decisione di natura economica poi fu allorigine dello stato di
povertà di molte famiglie indigene: luccisione dei capi di bestiame in
sovrannumero.
Poiché la ricchezza per i Navajo è misurata in termini della quantità di pecore
che una famiglia è in grado di possedere, per molti pastori era incomprensibile il fatto
che solo a causa dellerosione del terreno si potesse decidere un tale massacro dei
loro capi di bestiame.
Furono gli agenti del governo a macellare nei canyons migliaia di animali,
riducendo così alla fame centinaia di famiglie indigene.
Questo evento, insieme con gli effetti economici disastrosi della seconda guerra
mondiale, incoraggiò i Navajo per tutto il corso degli anni 40-50 a cercare
lavoro salariato fuori dalle riserve. Alcuni migrarono in cerca di lavori stagionali,
altri andarono nelle fabbriche delle città, altri ancora furono impiegati per la
costruzione delle ferrovie.
Di solito furono i maschi a lasciare le riserve, le donne invece rimasero per
occuparsi dei possedimenti familiari, e per aiutare tutti i membri bisognosi della
famiglia allargata. |
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"By the simple and
beautiful virtue of being Native American,
with the blood of mountain and bird motivation,
we still have to be soldiers in our homeland."(T.C. Cannon)
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In questo sito viene ricreata
una vera e propria comunità virtuale navajo dove è possibile incontrarsi per scambiare
le proprie opinioni, per conoscere la cultura tradizionale, per farsi nuovi amici o anche
per denunciare atti repressivi.
E suddiviso secondo le diverse attività (ricreative, sociali, civili,
scolastiche, ecc.) e presenta un gran numero di parole chiave da cui partire per esplorare
le particolarità della cultura navajo.
Il sito rappresenta bene lintenzione espressa dalle nuove generazioni :
conciliare tradizione e modernità.

Il Navajo Community
College è il primo college fondato e completamente controllato dai nativi navajo.
E nato nel 1968 per rispondere alle necessità culturali specifiche del popolo
navajo.
La filosofia che si vuole trasmettere attraverso il sito è quella del sistema culturale
dei Dinè, cioè la piena armonia tra le cose naturali del mondo con le forze
dellUniverso.
Il college mira a preparare gli studenti ad entrare nel mondo del lavoro nel modo meno
traumatico e problematico possibile.
Lintento che viene proclamato più volte è quello di promuovere e preservare il
linguaggio nativo, la cultura e la storia navajo. Sembra emergere che, oltre ad avere una
funzione prettamente informativa circa i programmi scolastici ed i corsi disponibili, il
sito sia presente sul web per testimoniare il fatto che i nativi navajo siano riusciti ad
affermare uno dei loro diritti naturali, cioè quello di poter gestire il patrimonio
culturale tradizionale, mantenendo in vita le proprie credenze e soprattutto il proprio
linguaggio.
A tal fine è nato un sistema educativo autonomo e legittimato da quello americano
dominante. Infatti, tra le varie informazioni generali è tenuto ben in evidenza il fatto
che il College sia accreditato dallAmerican Association of Community and Junior
Colleges.

Sito autogestito
allinterno del quale è possibile sottoscrivere petizioni e dove vengono presentate
proposte di legge al governo degli Stati Uniti.
In particolare viene presentato un "Accomodation Agreement" in cui si denunciano
le parzialità dei criteri di partizione delle terre dei Dinè (Navajo).

Esempio rappresentativo
di sito dedicato alla divulgazione di cerimonie o rituali tipici della cultura navajo.
Non si tratta di un sito di denuncia bensì di informazione ed autorappresentazione
culturale.
Oltre alla cerimonia tradizionale del sandpainting, si possono trovare notizie
interessanti sulla figura del "Medicine Man" e sulle sue funzioni tradizionali
nei luoghi definiti come "diñeah", cioè quelli che per la cultura nativa sono
indicati come le "terre sacre". È utile per connotare le attività di
autodeterminazione e riscatto culturale di questo popolo che, ancora oggi, deve lottare
per mantenere la supremazia politica nei propri territori, oltre che per affrancarsi dalla
povertà, senza abbandonare le proprie attività sociali ed economiche tradizionali.

Sito autogestito di
cultura navajo.
E suddiviso per categorie generali e presenta:
- progetti di sviluppo;
- comitati per sostenere campagne di sensibilizzazione;
- tematiche sociali e dinformazione sugli ultimi avvenimenti e sulle prossime
iniziative dellassociazione;
E un sito molto ben organizzato che permette di accedere a numerose pagine
interessanti.
Il suo fine dichiarato è quello di informare e coinvolgere attivamente lopinione
pubblica.

Sito autogestito la cui
struttura delle pagine è in continua "costruzione" e che si pregia di avvalersi
di molteplici collaborazioni esterne.
Sostiene in particolare la lotta dei Navajo contro lestinzione sia fisica sia
culturale, e si batte per mantenere vivi i loro valori e le loro antiche tradizioni.

Il giornale di formazione del
Navajo è sostenuto da unorganizzazione non profit tribale dedicata a promuovere la
comunità e la formazione tribale.
A questindirizzo è possibile trovare un indice relativo agli articoli
riguardanti la questione delleducazione bilingue dei Navajo e riguardanti altri temi
di attualità (ad es. i programmi di educazione specifici per disabili).
Alcuni articoli sono dedicati al tema dellautodeterminazione ed alla
denuncia.

Articolo interessante che
denuncia le condizioni di estrema povertà dei Navajo, ed in particolare le precarie
strutture abitative in cui molte famiglie sono costrette a vivere. Viene espressamente
chiesto di prendere posizione a riguardo e si richiedono anche aiuti economici.
Lautrice dellarticolo si chiama Judith Dailey.

E un sito
indipendente che con la sua presenza sul web intende fornire notizie sulla popolazione
indigena, sulla cultura nativa e sui problemi che affliggono questo popolo da innumerevoli
anni.
Lancia campagne dopinione e denuncia le condizioni precarie della maggior parte dei
residenti delle riserve.
Chiede esplicitamente di sostenere la causa del loro popolo aiutando le famiglie più
disagiate.

La presenza sulla Rete di
questorganizzazione non-profit mira al mantenimento delle radici culturali del
popolo navajo.
Anchessa denuncia aspramente le condizioni di povertà delle famiglie indigene.
E dotata di una home page che immediatamente fornisce uninformazione chiara e
sintetica.
Promuove azioni antigovernative e sostiene numerose campagne dinformazione.

Organizzazione non-profit
che si batte per il mantenimento e la rivalutazione dei valori culturali degli indiani
navajo, oltre che per preservare ecologicamente il territorio.
Si proclama contro lo sfruttamento della foresta e sostiene il sistema tradizionale
indigeno come lunico veramente in grado di mantenere la giusta armonia tra uomo e
natura.

Associazione non-profit
autogestita che fornisce assistenza tecnica ed economica a tutte le organizzazioni di
volontariato che sostengono i residenti navajo.

Interessante sito
indigeno in cui vengono illustrati i rituali della medicina tradizionale e dello
sciamanismo navajo.
Anche questo sito assolve principalmente ad una funzione informativa ed
autorappresentativa, oltre che di sostegno nei confronti di un sistema culturale
subalterno, messo sempre più in crisi dallavanzare del progresso tecnologico.

A questo indirizzo è
possibile trovare interessanti articoli di denuncia circa la questione delle arbitrarie
partizioni operate dal governo statunitense e contro le quali lottano la gran parte delle
associazioni indigene navajo.

Questindirizzo
offre una rassegna di articoli che affrontano le tematiche sociali e di denuncia più
ricorrenti.

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Gli anni
60-70 videro la rinascita delle opportunità di sviluppo allinterno
delle riserve.
Lo Utah Navajo Development Council, unorganizzazione non profit, progettò di
rendere disponibile anche per i Navajo lo sviluppo economico, sanitario e scolastico.
Questa intenzione divenne particolarmente pressante quando in seguito al censimento
del 1980, risultò che il gap tra le condizioni di vita dei Navajo e degli anglo-americani
era abissale e doveva essere necessariamente ridotto.
Furono costruite così, negli anni 70-80, due nuove scuole superiori
allinterno della riserva, riducendo così linadeguatezza del sistema
scolastico ed evitando agli studenti ben otto ore al giorno di viaggio prima necessarie
per raggiungere ledificio scolastico.
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QUALE FUTURO?
Oggi i Navajo accettano i cambiamenti e, in qualche
circostanza li incoraggiano.
Questa nuova tendenza è testimoniata peraltro dal fiorire dei siti di cultura
navajo sul Web, i quali mirano a sostenere le battaglie per il rafforzamento del
"Navajo awareness".
Molti anziani vogliono che i più giovani ottengano una buona educazione ed un buon
lavoro, ma essi desiderano anche che i giovani rimangano vicino casa, e mantengano quei
forti legami familiari che costituiscono un tema di estrema importanza per la cultura
navajo.

(Notizie storiche reperite dal sito Internet: www.navajoindians.html)
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