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Tibet
INTRODUZIONE: Tutto cominciò alcuni mesi fa, quando decisi di partecipare al seminario telematico dAntropologia Culturale sui movimenti di riscatto dei popoli indigeni. Non sapevo a cosa andavo incontro, ma il fascino dInternet mi spinse a sceglierlo senza esitazioni. Io e i miei cari compagni di seminario impiegammo alcune settimane (gli incontri si svolgevano nelle aule del Cisi il martedì dalle ore 15 alle ore 17) a capire esattamente come impostare il lavoro e soprattutto cosa cercare e come cercarlo, ma alla fine ci riuscimmo (o almeno spero). Alcuni avevano già alcune preferenze nelle scelte delle popolazioni da analizzare, altri tra cui il sottoscritto vagavano per il World Wide Web alla ricerca di unispirazione. Alla fine il consiglio di nunutsi (usurname del prof. Giuliano Tescari) si rivelò efficace: guardare le pagine allestite dagli studenti di due anni fa alla pagina www.cisi.unito.it/eidetica/riscatto/index.htm. Per mia personale predisposizione, ho deciso di aprire lultima popolazione presente nellelenco della pagina, ed ecco aprirsi di fronte ai miei occhi il TIBET. Così iniziai a guardare il lavoro svolto da Andrea (lo studente che si occupò della popolazione due anni fa) e da lì a cercare di aggiornare e, al massimo, approfondire le notizie e i links presenti in www.cisi.unito.it/eidetica/riscatto/tibet.htm. Nel frattempo laffiatamento tra noi partecipanti al seminario cresceva e il ritrovo del martedì si era trasformato in un insieme di lavoro, studio, divertimento, dibattito, allegria, ilarità e riflessione. Forse in più occasioni si è sfruttato male il tempo a nostra disposizione, ma questo seminario mi ha anche insegnato che lUniversità può andare al di là del semplice studio metodico e ripetitivo di nozioni già scritte da altri: i protagonisti siamo stati anche noi. Quello che seguirà sarà la spiegazione del metodo di ricerca utilizzato, dei risultati acquisiti e dellinfinità di notizie che si possono ricevere dalla Rete sulle popolazioni indigene e in questo caso sul Tibet. Nella mia esposizione ripercorrerò lo schema utilizzato da Andrea nella relazione di due anni fa, cercando di non ripetere quanto già scritto e spiegato. Per questo dedicherò minore spazio alla storia del Tibet, cercando di far trasparire le maggiori differenze che sono accorse in questi 24 mesi.
DAL 1998 AL 2000: Una breve premessa su cosa è cambiato e come - dallultimo seminario nel World Wide Web, mi sembra dobbligo. Sicuramente nel Mondo, Internet ha invaso case, uffici, biblioteche e tutti quei luoghi in cui è possibile collegarsi ad una presa del telefono (è non è neppure detto che sia indispensabile questa!). In Italia da un anno labbonamento è gratuito e il solo costo che lutente deve sobbarcarsi è quello di una telefonata urbana: risultato? Si sono moltiplicati esponenzialmente i siti che trattano il Tibet, ufficialmente o non, dal punto di vista economico o solamente per raccontare un viaggio o la lettura di un libro dellex stato (in senso fisico sintende) asiatico. Per fare un veloce esempio, elenco qui di seguito a quanti siti rimandano i maggiori motori di ricerca italiani e internazionali, inserendo la semplice parola "Tibet" (quindi senza una scrematura di quelli non rilevanti alla mia ricerca): www.yahoo.com 76873 siti*
www.altavista.com 200 siti
www.jumpy.it 62350 siti**
www.arianna.it 5807 siti
www.virgilio.it 210 siti nel Mondo e 60 in Italia
www.supereva.it 62399 siti** nel Mondo e 2600 in Italia
www.kataweb.com 83290 siti* nel Mondo
www.excite.it 11609 siti in inglese e 2033 in italiano
www.lycos.com 45941 siti nel Mondo e 3916 in italiano
* questi siti utilizzano www.inktomi.com ** questi siti utilizzano www.google.com Tutto questo per affermare che un lavoro di catalogazione e studio sistematico di tutti i siti sarebbe stato impossibile. La mia scelta è stata quindi quella di aprire tutti i siti citati da Andrea, cercare di integrare le sue spiegazioni e i suoi resoconti, e soffermarmi brevemente sui siti italiani che trattano il riscatto della popolazione tibetana.
LA STORIA (tratta da www.synapsi.it/tibet/oggi.html ) Il Tibet, una nazione indipendente con una storia che risale a127 a.C., è stato invaso nel 1949/50 dalla Repubblica Popolare Cinese. L'invasione e l'occupazione del Tibet è stato un atto di aggressione e una palese violazione delle leggi internazionali. Oggi il Tibet è oppresso da unoccupazione cinese, illegale e repressiva. Il Dalai Lama, capo di stato e guida spirituale del Tibet, un fermo apostolo della non - violenza, ha tentato per otto anni di coesistere pacificamente con i cinesi. Ma la sistematica conquista del territorio del Tibet e del suo popolo da parte della Cina ha provocato ripetuti atti di repressione. Il 10 marzo del 1959, la resistenza tibetana è culminata in uninsurrezione nazionale contro i cinesi. L'esercito di Liberazione (sic!) Cinese ha schiacciato l'insurrezione, uccidendo in quella data più di 87.000 tibetani, solo nel Tibet centrale. Sua Santità il Dalai Lama, i membri del suo governo e circa 80.000 tibetani sono fuggiti dal Tibet e hanno cercato asilo politico in India, in Nepal e in Bhutan. Oggi vi sono più di 120.000 tibetani in esilio, inclusi più di 5.000 che vivono fuori del sub - continente indiano. Per sfuggire alle persecuzioni cinesi, dal Tibet continuano ad arrivare moltissimi rifugiati tibetani. Le Nazioni Unite hanno approvato tre risoluzioni sul Tibet, nel 1959, nel 1961 nel 1965, che hanno espresso seria preoccupazione per la violazione dei diritti umani e che hanno invocato: "la cessazione di pratiche che privano il popolo tibetano dei suoi fondamentali diritti umani e libertà, incluso il proprio diritto all'auto determinazione". STRUTTURA DEL GOVERNO TIBETANO IN ESILIO In esilio, il governo tibetano è stato riorganizzato secondo moderni principi democratici. Esso amministra tutte le questioni che riguardano i tibetani in esilio, incluse la rifondazione la preservazione e lo sviluppo della cultura e delle strutture educative tibetane, e guida la lotta per la restaurazione della libertà del Tibet. Il popolo tibetano, sia all'interno sia all'esterno del Tibet, considera il proprio Governo in Esilio, con sede a Dharamsala, nell'India settentrionale, come l'unico governo legittimo del Tibet. La comunità tibetana in esilio segue le direttive dello Statuto dei Tibetani in Esilio ed è amministrata dal Kashag, (Consiglio dei Ministri), che è sottoposto all'autorità dell'Assemblea dei Delegati del Popolo Tibetano (un parlamento eletto democraticamente). La Commissione Suprema di Giustizia Tibetana è un corpo giudiziario indipendente. L'Amministrazione Centrale Tibetana (CTA) e composta da tre commissioni autonome: Elezioni, Servizio Pubblico e Verifica Ufficiale; da sette dipartimenti: Religione e Cultura, Affari Interni, Informazione e Relazioni Internazionali, Sicurezza, Sanità e un Consiglio dl Pianificazione. INSEDIAMENTI, MONASTERI E ISTITUZIONI: Il CTA, in gran parte con l'aiuto e con l'assistenza del Governo Indiano e di varie organizzazioni internazionali di volontariato, ha insediato con successo i rifugiati tibetani in 14 maggiori e minori centri agricoli, in 21 insediamenti agricolo industriali e in 10 centri di artigianato, in vari luoghi dell'India e del Nepal. Vi sono anche 83 scuole tibetane in India, in Nepal e in Bhutan, che al momento ospitano circa 23.000 bambini. In esilio sono stati fondati più di 117 monasteri e varie istituzioni, che includono il Tibetan Medical and Astrological Institute, il Tibetan Institute of Performing Arts, il Centre for Tibetan Arts and Crafts - con sede a Dharamsala, mentre il Central Institute for Higher Tibetan Studies si trova a Sarnath e la Tibet House è a New Delhi. Tutte sono in India. Queste istituzioni aiutano a preservare e a sostenere un'antica eredità e cultura che rischia di scomparire nel proprio paese di origine, migliorando nel frattempo la vita culturale della comunità tibetana in esilio. UFFICI DEL TIBET Il CTA ha uffici del Tibet a New Delhi, New York, Zurigo, Tokyo, Londra, Kathmandu, Ginevra, Mosca, Budapest, Parigi, Canberra e Washington, D.C. Questi Uffici del Tibet sono le agenzie ufficiali che rappresentano Sua Santità il Dalai Lama e il Governo Tibetano in Esilio.
Ho deciso di riportare questa breve storia del Tibet, perché si sofferma maggiormente sugli anni post invasione cinese e quindi molto legata alla mia ricerca. Questa storia, nonostante non arrivi da un sito ufficiale, la possiamo considerare attendibile, in quanto nella quasi totalità dei siti visitati è riportata praticamente testualmente in altre lingue (soprattutto inglese).
SUDDIVISIONE E SCHEDATURA DEI SINGOLI SITI Siti governativi ufficiali:
A mio avviso, è quello che si può definire un sito di "Riscatto Indigeno". Nelle numerose pagine che lo compongono, infatti, traspare la volontà e la speranza di poter un giorno ritornare a governare sul proprio territorio. Molto significativo a questo proposito è, non solo il rendere pubblici i volti dei ministri del Governo in esilio, la sanguinosa storia dei tibetani e la situazione dei profughi, ma anche descrivere il Tibet come non ci fosse mai stata linvasione cinese. Consiglio a tale proposito di visitare subito le pagine elencate nella parte sinistra nellhome page; qui si possono trovare i piatti tipici, la bevanda nazionale, la fauna, la flora, il clima, fino alla triste consapevolezza di dover scrivere "Relationship whit the P.R.C.: colonial" e "Legal Status: occupied" (Rapporto con la Repubblica Popolare Cinese: coloniale Status Legale: occupato); oltre alle informazioni più importanti sul Governo in esilio, sugli organi di informazione, ecc. Non ha una sezione links. In inglese www.magicoftibet.com
Networks dinformazione sul Tibet:
Il TIN (Tibetan Informtaion Network) ha sede a Londra e propone questottimo sito diviso in nove sezioni oltre agli articoli disponibili dallhome page tra cui Subscriptions (abbonamento), Publications (pubblicazioni), News Updates (aggiornamenti), Reports from Tibet, Tibet file, Travel to Tibet (lavoro in Tibet) e Links. Proprio la pagina dedicata ai links è ottima: si trovano i siti suddivisi per argomenti e con unutile descrizione delle associazioni o dellappartenenza dei vari siti. In inglese www.omtanken.se/sve_tib/wtnn.htm
Support groups. Associazioni/ organizzazioni di supporto alla causa tibetana:
Come tutti i siti dedicati al Tibet, anche questo è ampio e con molte notizie. Ha continui aggiornamenti sulle iniziative mondiali per il Tibet. Nella pagina Join ci si può iscrivere allICT (International Campaign for Tibet). Ha una sezione links non molto ampia, ma con i siti indispensabili e più importanti. In inglese In questo sito sono facilmente accessibili le notizie sullITIM (Iternationale Tibet Indipendence Movement). Nella parte sinistra dellhome page è collocato un chiaro elenco di tutto ciò che si può trovare nel sito. La sezione links è divisa in Tibet Support Groups (Gruppi di Supporto al Tibet); Other Groups & Relevant Informations (Altri gruppi e informazioni rilevanti); Tibet Media e Cultural e Religious centers (Centri culturali e religiosi). Questo sito è allestito con banner che rimandano alle varie sezioni. In inglese Il sito è soprattutto una raccolta di links: la maggior parte delle informazioni che contiene (tra cui unimportante sezione dedicata alle donne tibetane: Tibet women speak out), infatti, derivano da altri siti a cui si rimanda. Allinterno del sito, facilmente consultabile con lelenco presente sulla sinistra delle pagine, si possono trovare links (cliccando su Non English site) suddivisi tra 18 Nazioni diverse. Dal 1996 è stato inoltre creato un "Internet Network for the Tibetan Government of His Holiness the Dalai Lama" in Dharamsala, India (Internet Network per il governo tibetano di sua santità il Dalai Lama). In inglese Il sito non è allindirizzo specificato. Inserendo nel motore di ricerca www.altavista.com le parole "America Tibet Association" ho trovato lindirizzo corretto: http://omni.cc.purdue.edu/~wtv/tibet/Welcome.html. Il sito ora è sotto il solo nome di Home page of Tibet. E tra i migliori siti trovati. Si suddivide in Glimpses of Tibet (Occhiata al Tibet) e Tibet Study (Studi sul Tibet) ed è possibile accedere alle numerose informazioni contenute attraverso semplici e colorate finestrelle: Glimpses ok Tibet Map; History; Photo e Tour Tibet Study Buddhism; Monk e Bonism (Religion) Calendar e Medicine (Science) Art; Letters e Drama (Art) Marriage e Tribe (Sociology) Food; Clothes; House; travel e Festival (Life) Un ottimo sito per chi conosce linglese e vuol conoscere il Tibet nelle più svariate sfaccettature. In inglese Fondata nel 1959, la The Tibet Society of The United Kingdom, persegue lautodeterminazione e lindipendenza del Tibet. Si possono sostenere concretamente con delle donazioni i vari progetti presentati nel sito. In inglese Il sito è diviso in Whats New?; News!; Diary; What to Do; Information; Merchandise; Links e Search, facilmente raggiungibili dallelenco presente nella parte sinistra dello schermo. La parte dedicata ai links non è particolarmente ricca, ma quei pochi siti indicati sono spiegati e permettono già una prima scelta ancor prima di connettersi. In inglese Anche in questo caso nelle pagine è presente un buon indice sulla sinistra, che permette una più agevole visita del sito. La parte più importante, a mio avviso, è data da ICLTs "Legal Materials on tibet", in cui si possono trovare le risoluzioni delle Nazioni Unite, USA, Cina, Australia, Unione Europea, Germania, Organizzazioni governative e non governative in favore del Tibet. In inglese Il CTC (Canada Tibet Committee) è unorganizzazione non governativa indipendente e raggruppa in Canada i tibetani e i non tibetani che sono preoccupati delle violazioni costanti dei diritti delle persone e dellassenza di libertà democratiche del Tibet. Il sito ha un agevole indice sulla sinistra delle pagine e se si opta per le pagine in francese, attraverso Lactualité gràce à WTN è possibile accedere ad alcuni articoli del Tibet Information Network tradotti in francese. Contiene anche comunicati stampa. E abbastanza povero lelenco di links, soprattutto quello francese. In inglese o francese Sito non trovato: immettendo nel motore di ricerca australiano www.vicnet.net.au le parole "Australian Tibet Counil" si trova la nuova pagina allindirizzo www.atc.org.au. Il sito dà informazioni su tutte le iniziative mondiali a favore del Tibet, dai concerti fino ai film che trattano largomento. La sezione links, anche in questo caso, è suddiviso per argomenti e riporta i maggiori siti ufficiali e non del mondo. In inglese Ha come punto centrale il rispetto dei diritti umani non solo del Tibet ma di tutto il mondo. Non è molto semplice trovare le pagine dedicate al Tibet. I passaggi sono: cliccare dallindice dellhome page HR around the World, poi North Asia ed infine Chiana and Tibet. Le notizie qui contenute non sono molto numerose e la sezione links (raggiungibile cliccando su Tibet) non è molto ricca, positive però le brevi spiegazioni presenti per ogni sito a cui rimandano. In inglese e spagnolo (in alcune pagine) www.gn.apc.org/ines/tibet
Siti con prevalente carattere religioso:
La Tibet Foundation ha un nuovo e personale sito allindirizzo www.tibet-foundation.org/home.html. La fondazione ha sede a Londra e, oltre ad avere come finalità la divulgazione della cultura e della situazione tibetana, raccoglie fondi per preservare e proteggere lidentità, la cultura e la tradizione tibetana, nelle sue più svariate forme. Non ha una sezione links. In inglese Il sito non si sofferma direttamente sulla questione tibetana (e quando lo fa è solo marginalmente), nonostante la denuncia dellinvasione cinese è chiara. Il discorso centrale del Milarepa Fund è la non violenza. Non ha una sezione limks. In inglese www.comet.com
Siti di ricerca virtuale sul Web: A mio avviso come siti di ricerca si possono ormai considerare i comuni motori di ricerca (vedi paragrafo DAL 1988 AL 2000), dove si possono trovare i maggiori siti riguardanti il Tibet. Oltretutto, una volta entrati nelle varie pagine, si possono scoprire numerosi spazi dedicati ai links.
ALTRI SITI: Per questa sezione non utilizzerò più il lavoro svolto da Andrea, ma inserirò nuovi links di siti non trattati finora. Prima del puro e semplice elenco vorrei, però, soffermarmi su alcuni siti, soprattutto italiani che ritengo utili per un primo approccio al Tibet, alla causa, alla cultura, alla religione e alla tradizione tibetana.
www.grannyg.bc.ca/tibet/tibet.html Il sito è dedicato interamente alle donne tibetane. La Tibetan Womens Association è unorganizzazione non governativa con sede a Dharansala, India, e ha oltre 37 branchie in India e allestero. Tra i maggiori scopi dellorganizzazione ci sono: violazione dei diritti delle donne tibetane, specialmente dei diritti riproduttivi; aumento delle torture e dellimprigionamento delle donne tibetane; discriminazione delle tibetane nelleducazione, nella sanità e nellimpiego in Tibet. Allinterno del sito è possibile avere molte notizie su questo aspetto, tra cui la risoluzione delle donne tibetane e la loro storia.
In inglese
E sicuramente il miglior sito italiano sul Tibet. Dallhome page è facile consultare tutte le pagine che compongono il sito. Il carattere divulgativo e informativo del sito è chiaro dal frontespizio: "Questo testo è interamente privo di copyright. Qualunque riproduzione e diffusione, con ogni mezzo, è benvenuta". Purtroppo non ci sono links.
In italiano
E un sito di carattere religioso e si occupa anche di adozioni a distanza. Questo carattere prettamente religioso è evidenziato dallampio spazio dato ai siti italiani del FPMT (Foundation for the Preservation of the Mahayana Tradition Fondazione per la preservazione della tradizione Mahayana) Questo sito ospita molte altre associazioni, tra cui la già citata Associazione Italia Tibet.
In italiano
Sito allestito dallAssociazione culturale "Scoprire il Mondo" di Bassano del Grappa (VI). Questa associazione è nata per promuovere, senza fini di lucro, la cultura del turismo e dei viaggi tra i propri associati e per divulgare la conoscenza dei luoghi e delle culture mondiali da salvare. Attualmente lintero sito è dedicato al Tibet, con otto sezioni diverse in cui, tra laltro, si portano a conoscenza del navigatore le manifestazioni e le mostre in Italia per promuovere la cultura tibetana e per raccogliere fondi da destinare ad associazioni o progetti volti ad aiutare i tibetani. Da visitare la pagina Immagini, dove si possono trovare belle fotografie del Tibet. Non ha una sezione links.
In italiano
Sito della Appropriate Technology for Tibetans, unorganizzazione non governativa che nacque in India, quando Max Comfort incontrò sua santità Kyabje Zong Rinpoche, uno dei maggiori maestri tibetani che gli espose i gravi problemi di sviluppo del Tibet. Una volta tornato in Inghilterra, Comfort, decise di far nascere la ApTibeT per promuovere e realizzare progetti per la rinascita tibetana (pannelli solari, rimboschimenti, mulini a vento, ecc.). E un po lento e macchinoso lingresso vero e proprio nellhome page, ma una volta entrati tutto è più semplice, grazie allindice posto in alto. Nel sito sono esplicati perfettamente tutti i progetti ed è presente una pagina dedicata ad alcune non numerose - foto molto significative. Non ha una sezione links.
In inglese
Les Amis du Tibet Luxembourg, è una organizzazione non governativa composta da un gruppo di uomini e donne impegnati e decisi a portare la questione tibetana alla conoscenza dellopinione pubblica del Lussemburgo. Lattività della Ong è essenzialmente sul terreno politico (petizioni e pressioni sui governi) e culturale (manifestazioni e mostre), oltre ad organizzare e promuovere adozioni a distanza. Questo è solo un esempio delle numerose associazioni (quasi sempre Ong) che in ogni paese cercano di divulgare la questione tibetana. In questo caso siamo di fronte ad un sito semplice da consultare e con le notizie essenziali. La sezione dedicata ai links è ben curata nonostante non sia molto ampia -, con spiegazioni dettagliate dei siti a cui rimandano.
In francese
www.repubblica.it/online/musica/tibet/tibet/tibet.html E solamente una pagina dellimmenso sito del quotidiano milanese La Repubblica (www.repubblica.it), ma questo articolo del 13 giugno 1998 è unottima guida ragionata (nonostante non sia molto ampia) dei siti sul Tibet.
In italiano
I siti che seguono sono siti italiani non ufficiali. Non sempre sono esaustivi, ma sono unottima prova dellinteresse che suscita il Tibet e la questione tibetana in Italia e tra gli italiani che hanno, forse, solo fatto un viaggio nel paese asiatico o visto un film, letto un libro oppure frequentano qualche centro buddhista.
users.iol.it/aetos/pro_tibet.html
utenti.tripod.it/tibetano/tibet.html
www.geocities.com/Yosemite/Trails/3113/bell01.html
space.tin.it/clubnet/uhgmer/clubnet/uhgmer/page16.html
village.flashnet.it/users/fn071946/milarepa/tibet.htm
ELENCO ALTRI SITI: Agenzie di aiuto e sviluppo
www.asianart.com/lhasa_restoration
Altri siti di riscatto/ siti di supporto al Tibet
www.tibet.org.il/tibet/index.html
kilkhor.cc.iwate-u.ac.jp/snowlion/
www.worldbridges.com/Tibet/index.htm
coombs.anu.edu.au/WWWVL-TibetanStudies.html
Siti dei Media
Foto e immagini del Tibet
www.nsoft.it/mondo/immagini.htm
omni.cc.purdue.edu/~wtv/tibet/picture.html
Libri
Arte tibetana
Mappe del Tibet homni.cc.purdue.edu/~wtv/tibet/map.html
Sito "ufficiale" del Tibet del Governo Cinese www.chinatibet.org:/chinatibet/indexE.html
Motore di ricerca tibetano
CONCLUSIONI: Ho già sottolineato più volte lelevato numero di siti dedicati alla questione tibetana e la loro vastità, tanto che molte parole potrebbero sembrare superflue. Alcune considerazioni sono però dobbligo. In questi anni il Tibet è sicuramente tornato a far parlare di sé, ma non riesco a dar risposta a questa domanda: questo nuovo interesse per il Tibet e la questione tibetana, quanto è dovuto al carisma del Dalai Lama, quanto allincessante nascita di siti in Internet e quanto al ritorno di una ricerca spirituale interiore negli abitanti dei paesi «sviluppati»? Non starò qui a cercare una risposta; è da quando ho scelto di trattare il Tibet che cerco di darmela e non ci sono ancora riuscito! Unosservazione, però, penso si possa fare. Il proliferare di richieste di sensibilizzazione e di coscienza alla tragedia del popolo tibetano, sta mettendo in crisi il pensiero comune della maggior parte degli Stati mondiali: la guerra come unica soluzione ai problemi dautodeterminazione e di libertà di tornare sovrani sui propri territori. Sembra incredibile, ma il popolo tibetano, con il Dalai Lama in testa, sta portando avanti questa dura battaglia contro il governo cinese con una parola dordine: non violenza, scardinando così, non solo il pensiero comune «occidentale», ma anche i grandi interessi economici di molti paesi che hanno avuto grandi guadagni dalle esportazioni di armi Tutto quanto detto finora, però, nella quasi totalità dei siti stride con i toni accesi utilizzati nei confronti del governo cinese. Ma questo fa parte del «gioco» della grande rete virtuale!
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