INTRODUZIONEGli Spagnoli sono passati
alla storia col nome di conquistatori. Si dice e si legge ancora oggi nei libri di storia
che Cristoforo Colombo scoprì lAmerica, mentre ne fu il mero conquistatore.
Spagnoli, Portoghesi ed Inglesi non fecero nulla, se non radere al suolo grandi civiltà
come quella Inca del Perù.
Oggi nel 1998, molti pensano che latteggiamento sia cambiato, ma a mio avviso non
è vero. In Perù il presidente non è peruviano, bensì figlio di immigrati giapponesi.
Si è impadronito del poter con un colpo di stato ai danni di una popolazione inerme. Il
motivo per cui ho scelto di studiare il Perù è il desiderio di capire perché ancora
oggi un pugno di uomini possa calpestarne altri in virtù di un interesse economico,
capire chi lo permetta loro, e capire fino a che punto chi si oppone chi si oppone a
questa realtà trovi nel world wide web un mezzo valido per far sentire la propria voce e
le proprie ragioni.
BREVE STORIA della CONQUISTA del PERÙ
La comparsa degli Inca risale al 1100
d.C., ma, solitamente, si considera come data iniziale dellimpero Inca il 1438.
Questo è lanno in cui viene nominato imperatore Pachuacutec Inca Yupanqui, sotto il
quale il regno conosce il suo momento di massima espressione culturale. Quando
lultimo imperatore unico Huyna Capac è costretto a nominare come suoi successori i
suoi due figli, Huascar e Atahualpa, tra cui non scorreva buon sangue, inizia una tremenda
guerra civile risoltasi con la vittoria di Atahualpa, che viene ucciso nel 1533 dal
conquistatore spagnolo Francisco Pizarro. Gli oltre 250 anni di dominazione spagnola sono
caratterizzati dallo sfruttamento delle risorse minerarie e dallespropriazione della
terra ai nativi. Nel 1781 Tupac Amaru II e il popolo Quechua organizzano una vera e
propria rivolta contro gli oppressori, ma la reazione degli spagnoli è durissima e alla
fine Tupac Amaru e tutti i ribelli vengono uccisi. Il generale argentino San Martin e
Simon Bolivar sanciscono lindipendenza del Perù nel 1824
Ogggi lelingue e i dialetti parlati in Perù
sono moltissimi, solo la lingua Quechua ha 33 varianti a seconda dellarea
geografica. (fonte: http://www.sil.org
(ethnologue/countries/Peru/html).
LA GUERRIGLIA ATTUALE: I TUPAC AMARU.
Fondato nel 1982, il Movimento
rivoluzionario Tupac Amaru (MRTA, dal nome del capo di una rivolta di Indiani del Perù
ucciso dagli Spagnoli nel 1782 e divenuto il simbolo della lotta contro il potere
coloniale), comparve per la prima volta pubblicamente nel 1984, al termine di due anni di
addestramento tra i militanti del Movimento della sinistra rivoluzionaria (Mir) ed ex
esponenti del governo militare del generale Juan Velasco Alvarado (1968-'75). Dal 1984 ad
oggi il MRTA è salito all'onore delle cronache per sequestri di generali, noti
imprenditori e per attacchi armati contro militari peruviani. Il loro principale leader è
stato Victor Polay Campos, alias "camarada Rolando", arrestato nel 1992 e
condannato all'ergastolo. Negli ultimi anni le forze dell'ordine hanno inferto duri
colpi al gruppo catturando gran parte dei suoi uomini di spicco; nell'Aprile del 1997
morirono il comandante Cerpa Cartolini ed altri rivoluzionari, mentre nel febbraio scorso
è stato arrestato anche il "numero due" dei Tupac Amaru, Juan Carlos Caballero.
CONCLUSIONI
Mi sembra che nel world wide web si
parli molto di Perù, innumerevoli siti che si occupano dei Tupac Amaru, ma gli
unici siti che si occupano di Incas, lo fanno ospitando pagine scritte da associazioni da
appoggio, e non dai nativi stessi. Ada e Russ Gibbons, una coppia di statunitensi
che si occupa di lingua Quechua affermano:
<<La lingua Quechua è ancora parlata
dai nativi delle Ande, ma è molto triste constatare che il governo e le organizzazioni
internazionali non stanno facendo molto per diffonderla. Oltretutto il governo peruviano
sta cercando fortemente di farla sparire perché sostiene che i nativi non siano parte del
Perù.
Tuttavia, la lingua Quechua sta diventando una
lingua internazionale perchè gli stranieri sono più interessati dei peruviani alla sua
conservazione e divulgazione e grazie ad Internet possono apprezzarne la ricchezza della
cultura>>.
Questa lettera è una dimostrazione del fatto che in Perù manca una cultura indigenista
ed è dunque difficile per i nativi usufruire del web autonomamente.